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Scandalo Premier: il City ha violato il Fair Play finanziario e ora rischia grosso

Il club è "colpevole" di decine di violazioni. Accuse pure sul contratto con Roberto Mancini. Cosa rischia (davvero) il club

di Paolo Diacono -


Il Manchester City è stato riconosciuto colpevole di aver violato il fair play finanziario. E non una volta sola bensì la società cara allo sceicco Mansour avrebbe violato ben 114 volte le regole imposte per la sostenibilità finanziaria e la regolarità contabile imposta ai club che partecipano alla Premier League. Adesso i Citizens rischiano grosso. Tra le ipotesi, infatti, ci sarebbe pure quella di una possibile esclusione dal massimo campionato inglese. Oltre, chiaramente, a tutta la pletora di altre sanzioni applicabili: dalle multe fino al decurtamento dei punti e alla sospensione. La questione, però, è ancora un’altra: il City rischia di perdere parte dei trofei conquistati nel corso degli ultimi anni in patria.

Fair Play finanziario, che guaio al Manchester City

I fatti al centro del verdetto riguardano i campionati che vanno dal 2009 fino al 2018. Tra gli altri, a finirci in mezzo, pure il commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini, già allenatore dei Citizens. Che avrebbe “goduto” di un doppio contratto: uno “formale” e un secondo accordo “ufficioso” che avrebbe consentito alla società di raddoppiargli l’ingaggio. Inoltre, tra le accuse, c’è quella di non aver minimamente collaborato all’inchiesta della Premier League scattata dopo gli scoop pubblicati sulla stampa tedesca, in particolare, nati da un’indagine giornalistica di Der Spiegel. Il fair play finanziario rischia di costare carissimo al Manchester City.

Cosa rischia (davvero) il club di Mansour

È alquanto improbabile che la Premier League trovi la forza di “cacciare” il Manchester City dal suo campionato per ragioni legate al fair play finanziario. E, in fondo, questa non sarebbe nemmeno la peggiore “conseguenza” che potrebbero attendersi dalle parti del club dei Blue Sky. Il dramma, vero, sarebbe quello di un’eventuale revoca dei trofei vinti, dei campionati conquistati sul campo e, evidentemente, anche sulle scrivanie contabili dal momento che Mansour avrebbe garantito alla sua squadra una sorta di vantaggio competitivo sulle altre. Che, a prescindere dalle decisioni della Premier, potrebbero decidere di trascinare il City in tribunale. Son pur sempre aziende che hanno perso milioni di sterline (e di tifosi) insieme ai trofei vinti agli avversari.


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