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Manovra, le Regioni bussano a soldi: “Sanità a rischio”

Gli aumenti del fondo nazionale non bastano a coprire le maggiori spese dettate dall'inflazione: "Lea a rischio"

di Giovanni Vasso -


Alle Regioni (tutte) non piace la Manovra perché i fondi riservati al sistema sanitario rischiano di rivelarsi insufficienti. La Conferenza delle Regioni, nella serata di ieri, ha diramato un documento unitario secondo cui, pur riconoscendo l’aumento della dotazione, tuttavia ritiene che non basti per fronteggiare gli aumenti esponenziali causati, anche in campo sanitario, dall’inflazione galoppante che fa crescere i prezzi di beni, servizi e bollette.

Manovra, le Regioni chiedono più soldi

Il documento della Conferenza “riconosce l’importanza della dotazione complessiva che nel 2027 porta il fondo a 146,3 miliardi di euro, segnando una crescita di oltre 3 miliardi e mezzo”. Però quanto viene messo a disposizione rischia di non bastare. Già, perché dall’analisi dei governatori rispetto ai costi della Manovra e della sanità emergerebbe che la crescita di 3 miliardi e mezzo può rappresentare “un aumento che, tuttavia, non riesce a bilanciare la spesa sanitaria effettiva che cresce a un ritmo esponenziale a causa di inflazione, dei maggiori costi legati ai rinnovi contrattuali e della crescita di quelli energetici”.

Il nodo della copertura dei Lea

“Nessuno intende disconoscere la realtà”, affermano i governatori delle Regioni rispetto alla Manovra. Ma, come ha riferito il governatore del Friuli Massimiliano Fedriga, non possono non notare che “i fondi per la sanità sono aumentati in questi anni di governo Meloni” e che “il problema, semmai, è che la spesa corre più del finanziamento e con questa manovra di bilancio rischiamo di non riuscire più a garantire la copertura dei Lea”. Per il presidente della Conferenza “Non è una partita tra Stato e Regioni, anzi siamo tutti impegnati a garantire servizi sanitari ai cittadini, sostegno ai più fragili, qualità delle cure, prevenzione e assistenza territoriale. ecco perché oggi rappresenteremo al presidente meloni e al governo una situazione di seria difficoltà, espressa in modo unanime dalla conferenza”.

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