Messina boccia i politici Ue: “Non vedo tanta qualità”
L'ad di Intesa Sanpaolo striglia Bruxelles: "Sembra una somma di soggetti alla ricerca di un piccolo vantaggio"
Bruxelles, abbiamo un problema. Pure le banche sbuffano e persino Carlo Messina inizia a dubitare sulla qualità dei politici e della classe dirigente comunitaria. L’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, naturalmente, tutto è tranne che un pericoloso sovranista. E proprio il fatto che sia lui a puntare il dito contro gli eurocrati e più in generale il ceto politico brussellese rappresenta un segnale forte. Che arriva proprio da uno dei comparti che, almeno in teoria, non avrebbe troppo da recriminare rispetto alla Ue.
Messina boccia i politici di Bruxelles
Le parole del banchiere, al Forum Moneta, sono nette. Non ammettono repliche. “Pur essendo un europeista convinto, devo dire che io non vedo tutta questa qualità delle risorse umane in Europa”. Una bocciatura più sonora di questa è difficile anche solo immaginarla. “Anche dal punto di vista della governance europea, mi sembra una somma di soggetti, ognuno che cerca di ricavarne un piccolo vantaggio, ma non c’è nessuno che ha una visione comune”. La dis-unione europea, quella che emerge ogni qualvolta a Bruxelles e dintorni qualcuno cerca di intavolare un tema un po’ più serio della misura dei ravanelli.
Ci vuole più Unione?
Per Messina “dovrebbero lavorare per creare un ministro dell’Economia, un ministro della Difesa, un ministro dell’Energia, una cosa che renda chiaro che l’Europa deve essere un contesto unitario, non un contesto divisivo”. Appunto. Quello che avviene, però, è di segno completamente opposto. E il conto, per i cittadini europei, per le imprese e le famiglie, si fa sempre più salato. La sfida, vista dalle banche, è quella di fare più Europa. Diventare qualcosa di più solido rispetto a un Consiglio europeo litigioso diviso in cento club. Chissà se almeno Carlo Messina, a Bruxelles, sarà ascoltato.
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