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I minori violenti sono nodi di una Rete mondiale

Non si tratta di episodi casuali. Nell'immaginario dell'estremismo digitale e della cultura accelerazionista, l'istituzione scolastica è il luogo primario dove si originano le gerarchie sociali e relazionali

di Dave Hill Cirio -


Mentre nelle case italiane scattava la solita routine fatta di zaini scolastici e colazioni, i carabinieri dei Ros, della Digos e della Polizia Postale bussavano venerdì mattina alle porte di quattordici famiglie sparse da Milano a Palermo, passando per Verona, Siracusa e Napoli.

I minori radicalizzati

Dall’altra parte della porta non navigati sovversivi della destra eversiva ma a studenti giovanissimi, ragazzi tra i 14 e i 17 anni sorpresi tra il ripasso della lezione e una sessione di videogioco.

L’operazione giudiziaria indaga 17 persone — di cui 14 minorenni — accusate di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, con l’aggravante della finalità di terrorismo. Durante le perquisizioni le forze dell’ordine hanno sequestrato armi bianche e coltelli, vessilli e oggetti con simbologia nazista e veri e propri manuali di auto-addestramento per azioni dirette e per la fabbricazione artigianale di ordigni esplosivi.

Questi adolescenti gestivano e animavano spazi virtuali blindati, rinominati con le sigle “Chat del Nuovo Ordine Europeo” e “Fronte Fascista Italiano”, mantenendo contatti e filiazioni ideologiche con la rete suprematista internazionale “The Base”.

Una nuova inchiesta

Ancora una volta, questa nuova inchiesta non descrive una devianza confinata al piano astratto o alle provocazioni da tastiera. Da Centocelle a Lametia, non si tratta di episodi casuali. Nell’immaginario dell’estremismo digitale e della cultura accelerazionista, l’istituzione scolastica non è un bersaglio neutro ma il luogo primario dove si originano le gerarchie sociali e relazionali. E dove il senso di rifiuto o di esclusione viene metabolizzato trasformandosi in una ferita identitaria che la rete canalizza verso la violenza reale.

Questi minorenni arrivano a teorizzare lo stragismo occorre in un ecosistema tecnologico animato da chat Telegram crittografate, server Discord

e piattaforme d’immagine anonime. In questi spazi a circuito chiuso si consuma il culto sistematico di figure come Brenton Tarrant, l’autore della strage di Christchurch in Nuova Zelanda del 2019.

L’estremismo di ultima generazione

A differenza delle vecchie strutture neofasciste o neonaziste, questo estremismo di ultima generazione è un fenomeno interamente “liquido”, privo di gerarchie territoriali.

È una radicalizzazione “fai-da-te” che combina solitudine emotiva, isolamento sociale e la spinta polarizzante degli algoritmi dei social media che intercettano il disagio trasformandolo in input alla violenza.

E gli inquirenti abbandonano la vecchia teoria del “lupo solitario”. Questi adolescenti sono nodi interconnessi di una rete ideologica globale che produce odio su scala industriale.

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