Il Riarmo di Cosa Nostra: “La mafia vuole i droni lanciamine”
La denuncia del Procuratore di Palermo De Lucia. Quel mercato nero delle armi e la guerra tra Russia e Ucraina
La mafia vuole acquistare i droni lanciamine. La denuncia del Procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia, arriva di fronte ai parlamentari della Commissione d’inchiesta sulla criminalità organizzata. Parole che lanciano ombre inquietanti. Cosa Nostra potrebbe riarmarsi e approfitterebbe (anche) delle innovazioni tecnologiche dovute, tra le altre cose, al conflitto nell’Europa orientale tra Russia e Ucraina. Si potrebbero persino aprire nuovi mercati. Per un affare che sarebbe fin troppo lucroso.
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La mafia punta ai droni lanciamine
Le parole del procuratore De Lucia sono chiare e nette. “Da parte di Cosa Nostra vi sono interessi verso armamenti molto più sofisticati che si stanno cercando di reperire sui nuovi mercati”. Ecco. Ma non è tutto: “La guerra russo-ucraina genera armi di nuova tecnologia e non tutte vengono impiegate nel conflitto”, ha affermato il magistrato. Che ha denunciato: “C’è una sorta di mercato nero che è oggetto di interesse delle organizzazioni criminali di tutta Europa”. E, naturalmente, anche la mafia ha provato a entrarci interessandosi ai droni lanciamine.
Le evidenze della Procura
A proposito dei nuovi affari della mafia in tema d’armi, De Lucia ha aggiunto: “Abbiamo segnali di tentativo di acquisto di droni lanciamine, che sono strumenti estremamente sofisticati rispetto ai quali da cui non siamo preparati a difenderci né sappiamo quali uso ne vogliono fare”. Uno scenario, dunque, che va approfondito e su cui occorre intervenire. E subito. “C’è dunque un tentativo di ricostituire un arsenale di qualità”, ha aggiunto il Procuratore. Che sia l’inizio di una nuova stagione di scontro aperto con lo Stato? Forse no, ma intervenire, e farlo subito, è fin troppo opportuno.
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