Nautica, verso un futuro low carbon: nuove soluzioni al Captains’ Forum allo Yacht Club de Monaco
CaptainÕs forum at the Yacht Club Monaco, September 24 2026, Monaco, Italy (photo by Gian Mattia DÕAlberto/Lapresse)
(LaPresse) L’evento, arrivato alla sua 31a edizione, ha riunito esperti del settore per esaminare le tecnologie e i cambiamenti operativi che stanno plasmando il futuro dell’energia marittima
La transizione verso una navigazione e uno yachting a basse emissioni di carbonio è stata al centro della 31ª edizione del Captains’ Forum presso lo Yacht Club de Monaco; l’evento ha riunito comandanti, armatori, fleet manager, cantieri navali, ingegneri ed esperti del settore per esaminare le tecnologie e i cambiamenti operativi che stanno plasmando il futuro dell’energia marittima. Svoltosi sotto il tema ‘Future Energy Sources Onboard Ships and Yachts’ (Fonti energetiche future a bordo di navi e yacht), il forum – sostenuto da Oceanco, MB92 Group, ICON Yachts e Jutheau Husson – ha affrontato temi quali le normative internazionali, i carburanti alternativi, l’efficienza energetica, la conversione delle imbarcazioni e le tecnologie di propulsione emergenti. I dibattiti hanno evidenziato come la transizione energetica non si basi su un’unica soluzione, bensì su una combinazione di tecnologie, scelte operative e capacità di adattare le imbarcazioni esistenti. Si è inoltre discusso di un’ampia gamma di fonti energetiche e carburanti alternativi, tra cui l’HVO (olio vegetale idrotrattato), l’ammoniaca e i carburanti derivati dall’idrogeno come il metanolo, oltre all’idrogeno stesso. È stata presa in considerazione anche l’energia nucleare come potenziale opzione a lungo termine per specifiche applicazioni marittime, sottolineando la varietà di tecnologie al vaglio mentre il settore cerca alternative ai combustibili fossili tradizionali.
Nicolas Millot, Presidente della sezione francese del Nautical Institute, ha messo in luce la crescente mole di normative riguardanti il trasporto marittimo commerciale e la necessità per il settore dello yachting – armatori ed equipaggi – di prepararsi e collaborare per ridurre le emissioni. “Dobbiamo comprendere” le normative, ha affermato, valutando al contempo misure quali il cambio di carburante, la navigazione ottimizzata in base alle condizioni meteo (weather routing) e l’adeguamento delle operazioni di bordo. Per gli yacht, che non sono soggetti agli stessi requisiti IMO previsti per le navi mercantili, iniziative volontarie come il SEA Index dello Yacht Club de Monaco possono offrire un quadro alternativo per misurare e migliorare le prestazioni ambientali. Il forum ha inoltre approfondito il potenziale del refitting e della conversione delle imbarcazioni esistenti rispetto alla costruzione di nuove unità. Marek Hasenkopf, Business Development Manager di Icon Yachts, ha affermato che un’imbarcazione esistente può presentare un “vantaggio strutturale e anche ambientale” rispetto a una nuova costruzione. In un progetto di riconversione, è stato riutilizzato il 95% dello scafo e della sovrastruttura esistenti – pari a circa 2.900 tonnellate di acciaio – evitando così le emissioni legate alla produzione di nuovo materiale. Secondo Jean Guyon, ceo di Aeroforce, è possibile spingersi oltre. “Abbiamo deciso di puntare con decisione verso il 100% elettrico”, ha affermato descrivendo il catamarano MODX 70 dell’azienda, che integra energia solare, sistemi di accumulo a batteria e vele alari automatizzate in grado di generare elettricità durante la navigazione.
La tecnologia, tuttavia, deve anche essere alla portata di chi gestisce le imbarcazioni. “I comandanti sono fondamentali”, ha osservato Guyon. “Devono avere la certezza che il sistema funzioni” ed essere adeguatamente formati per utilizzare le nuove tecnologie. In definitiva, il forum ha inquadrato la transizione energetica come uno sforzo collettivo, capace di coniugare normative, tecnologia, cantieristica ed esperienza di bordo per ridurre le emissioni e favorire operazioni marittime più pulite.
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