La Francia apre gli archivi su Ustica. E l’Italia si prepara a ritirare la richiesta di archiviazione
Parigi dà disponibilità a trasferire tutta la documentazione sulla strage del 1980. A Roma cambia lo scenario giudiziario
Le autorità francesi hanno comunicato all’Italia la disponibilità a trasferire l’intera documentazione relativa alla strage di Ustica, dal 1980 ai primi anni Novanta. Tra i materiali figurano anche atti del ministero della Difesa francese che potrebbero riguardare le rogatorie inviate dalla procura di Roma nei decenni scorsi. La nota dell’ambasciata, trasmessa dalla Farnesina alla Presidenza del Consiglio e poi al ministero della Giustizia, conferma inoltre l’apertura a ulteriori richieste italiane.
La Procura pronta a ritirare l’archiviazione
La comunicazione arriva alla vigilia dell’udienza di opposizione all’archiviazione, fissata per mercoledì davanti al gip. In quella sede la procura romana sarebbe pronta a ritirare la richiesta di archiviazione dei due fascicoli, riunificati, aperti nel 2008 e nel 2022, entrambi contro ignoti. Una decisione che cambierebbe radicalmente il quadro dell’inchiesta, rimasta per anni sospesa tra piste internazionali e mancate collaborazioni.
La pressione politica: “Ustica non si archivia”
Nel frattempo, dal fronte politico arriva un messaggio netto. “Ustica non si archivia”, ha dichiarato il deputato dem Andrea De Maria in una conferenza stampa al Senato. “La ricerca della piena verità e della giustizia non può e non deve fermarsi”. Il Pd e gli altri partecipanti hanno riconosciuto l’attenzione del governo. Il senatore Walter Verini ha sottolineato il ruolo dell’Avvocatura dello Stato, chiamata a opporsi all’archiviazione, e la disponibilità, annunciata dal sottosegretario Alfredo Mantovano, a valutare la costituzione di parte civile.
Bonfietti: “La verità è ostacolata da Francia e Nato”
La presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime, Daria Bonfietti, ha ribadito che “a 46 anni dalla strage non possiamo accettare l’archiviazione”. Secondo Bonfietti, l’impossibilità di individuare i responsabili deriva dalla mancata collaborazione di Francia e Nato, che “non forniscono agli inquirenti le risposte necessarie per andare avanti”. La presidente ha anche riferito che la premier Giorgia Meloni ha discusso del caso Ustica con il presidente francese Emmanuel Macron. Un segnale politico che, per i familiari, rafforza la necessità di non chiudere il fascicolo.
L’appello trasversale a far emergere la verità
Dal fronte parlamentare arrivano altre voci. La deputata di Avs Ilaria Cucchi ha affermato che “la verità deve uscire fuori, solo così si potrà voltare pagina”. Il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto ha definito “inaccettabile” che ciò che appare evidente “non riesca a diventare verità giudiziaria”, avvertendo che una mancata verità sarebbe “una sconfitta epocale per le istituzioni”.
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