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Politica

Il campo largo resta diviso sul sostegno all’Ucraina. Cresce la tensione tra Pd e 5 Stelle

La distanza apparentemente incolmabile sull'invio di armi a Kiev rischia di far saltare prima del tempo il progetto di costruire un'alleanza tra i partiti di opposizione

di Giuseppe Ariola -


Il sostegno militare all’Ucraina resta il principale nodi politico del campo largo. Addirittura più delle primarie. Le posizioni del Movimento 5 Stelle e del Pd continuano a divergere su una questione che riguarda non soltanto la politica estera, ma anche la possibilità di costruire un programma condiviso. Giuseppe Conte mantiene una linea contraria alla prosecuzione degli invii di armi a Kiev, mentre all’interno del Pd si levano voci determinate a difendere il sostegno militare alla resistenza ucraina. Una distanza apparentemente incolmabile che rischia di far saltare prima del tempo il progetto di costruire un’alleanza tra i partiti di opposizione.

Conte detta la linea: stop agli aiuti militari

A rendere ancora più evidente la frattura è proprio il presidente del Movimento 5 Stelle. Conte esclude che i pentastellati possano sottoscrivere un accordo che preveda la prosecuzione degli aiuti militari a Kiev. Una posizione rafforzata dalla consultazione degli iscritti al Movimento, che ha visto la quasi totalità dei votanti esprimersi contro nuovi invii di armi all’Ucraina. Un mandato politico che Conte intende portare al tavolo delle trattative con gli alleati e che restringe ulteriormente i margini di mediazione.

La replica del Pd: il sostegno a Kiev non si tocca

Sul fronte dem, però, la risposta non si è fatta attendere. A guidare la contestazione della linea pentastellata sono soprattutto gli esponenti dell’area riformista. Per loro il sostegno militare all’Ucraina è un impegno che non può essere in nessun caso messo in discussione. Elly Schlein si trova quindi tra l’incudine e il martello. Tenere insieme il progetto unitario del campo largo senza rinunciare alla linea predominante all’interno del Pd sembra infatti impossibile. Anche perché il problema resta politico prima ancora che programmatico. Conte chiede garanzie da inserire nero su bianco in un ipotetico programma comune, mentre l’ala dem favorevole agli aiuti militari non intende accettare un accordo che comporti l’interruzione del sostegno a Kiev.

Una contrapposizione che appare insanabile

La contrapposizione sull’Ucraina investe quindi direttamente il progetto del campo largo. Perché, se su altre questioni Pd e Movimento 5 Stelle sembrano poter trovare una convergenza sulla politica estera la distanza continua a emergere con particolare evidenza. E i punti di vista differenti iniziano a farsi largo anche tra gli altri alleati – già consolidati o potenziali – da Alleanza Verdi e Sinistra a +Europa. Il campo largo si trova così davanti a una questione che non potrà essere risolta soltanto attraverso la scelta del candidato premier. Perché non potrà essere certamente la definizione della leadership a far prevalere uno o l’altra linea su un dossier rispetto al quale ad oggi la distanza appare incolmabile.

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