L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Politica

Nordio farà causa a Ranucci ma la libertà di stampa non c’entra

L'ennesima polemica inutile attorno alle dichiarazioni del direttore di Report

di Maria Graziosi -


Il ministro Carlo Nordio farà causa a Sigfrido Ranucci e riparte la solita fanfara sulla “libertà di stampa”. Che, però, non è mica quella di infangare gli altri. Il titolare del dicastero di via Arenula, stando a quanto ha riportato Il Foglio, avvierà “nei prossimi giorni un’azione risarcitoria in sede civile nei confronti di Sigfrido Ranucci, per le dichiarazioni rilasciate dal conduttore di Report al programma E’ sempre Cartabianca, su Rete 4, sulla possibile presenza del ministro nel ranch di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti, in Uruguay”. Accuse, queste, smentite seccamente proprio da Nordio.

La causa di Nordio contro Ranucci: dove finisce la libertà di stampa?

Secondo quanto riporta Il Foglio “nell’istanza di risarcimento si farà riferimento al danno alla reputazione e all’immagine del Guardasigilli prodotto dalla diffusione di notizie non ancora verificate, in violazione del Codice deontologico dei giornalisti italiani, che prevede l’obbligo per i giornalisti di verificare l’attendibilità delle informazioni raccolte prima di diffonderle”. Eccolo, dunque, il nodo. Nordio farà causa a Ranucci non certo per imbavagliarlo ma perché toccato da accuse che non erano per nulla fondate e su cui pretende sia fatta giustizia.

Il doppio standard dei Cinque Stelle

Naturalmente la vicenda è finita nel tritacarne del dibattito politico. Quello che è un diritto di ogni cittadino, ossia adire e chiedere giustizia di fronte ad accuse false spacciate per vere, diventa una sorta di attentato alla libertà di stampa. Peraltro nel giorno in cui l’Unesco ha deciso di celebrarla. Il M5s, però, dimentica che, nelle sue radici, c’è un odio fortissimo proprio nei confronti della stampa. Non c’è mica da ricordare le rubriche che teneva Beppe Grillo sul sito dedicate alla gogna al “giornalista del giorno”. Solo che, al solito, le leggi (e pure i principi politici evidentemente) per i nemici si applicano, per gli amici si interpretano.

Il nodo dello scontro

Nordio porterà in tribunale Ranucci. Ma pare evidente che non si tratti di una querela bavaglio. Non è una scelta che vuole “scoraggiare” il giornalismo d’inchiesta. Più che altro, punta a ribadire e ricostruire la verità su un fatto che divide l’opinione pubblica e su cui, da settimane, ci si confronta tra partiti e politica. Il caso Minetti. Ed è diritto di ogni cittadino chiedere, di fronte a ricostruzioni che non sono fondate, quelle di avere giustizia. Poi ci penseranno i magistrati. Tutto sembra tranne che un attacco alla libertà di stampa.


Torna alle notizie in home