Dalle calibro 9 ai bilanci, il nuovo impero delle mafie
La criminalità organizzata si muove sul terreno dei flussi finanziari e della finta trasparenza aziendale
Il sangue sui marciapiedi non scorre più come negli anni Novanta ma l’impero finanziario della criminalità organizzata non è mai stato così pervasivo e prospero.
Come cambiano le mafie
In Italia, la storica e sanguinosa strategia della violenza – racconta Eurispes -ha lasciato il posto a una colonizzazione economica silenziosa, sofisticata e capillare.
L’illusione che il vistoso calo dei delitti di sangue coincida con la sconfitta dei clan è smentita dall’analisi della realtà. Le mafie non sono affatto scomparse, hanno semplicemente cambiato pelle e modalità d’azione.
Stop agli omicidi
Questa trasformazione radicale trova conferma in una traiettoria statistica impressionante. Nel picco drammatico del 1991 si contavano 1.916 omicidi in Italia. Oltre un terzo di questi (37,5%), direttamente attribuibile a organizzazioni di tipo mafioso. Oggi, quella scia di sangue si è quasi del tutto prosciugata.
Nel 2024 gli omicidi complessivi sono scesi a soli 327 casi, segnando un crollo storico superiore all’80%.
E il peso dei delitti mafiosi sul totale degli omicidi è progressivamente sceso da circa un terzo del quinquennio 1988-1992 al 9,1% del periodo 2013-2017.
Un ridimensionamento della violenza letale che però non segnala affatto un arretramento delle cosche e dei clan.
I colletti bianchi del crimine
Al posto delle armi da fuoco e delle intimidazioni palesi, le organizzazioni mafiose impiegano oggi la forza dei capitali. La corruzione serve per attuare l’infiltrazione sistematica nei mercati legali.
Le mafie contemporanee agiscono come veri e propri conglomerati economico-finanziari. Sono capaci di mimetizzarsi nel tessuto sociale, acquisire aziende e condizionare l’economia reale.
Una violenza silenziosa che nessun certificato di morte può registrare. Intanto, altera le regole del mercato, soffoca la libera concorrenza e devasta la crescita dei territori.
Nell’attuale scenario un’insidia ancora più profonda. Perché è priva dell’allarme sociale che un tempo mobilitava la reazione delle istituzioni.
Il controllo del territorio non si manifesta più attraverso lo scontro violento, ma tramite l’accumulazione di partecipazioni societarie, l’inquinamento dei circuiti legali e forme invisibili di condizionamento.
Nel panorama economico moderno, una criminalità organizzata che si muove sul terreno dei flussi finanziari e della finta trasparenza aziendale. L’assenza di sparatorie nasconde l’avanzata sommersa delle mafie.
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