Ombre sul poliziotto che ha sparato e ucciso a Rogoredo
Approfondimenti su un verbale di arresto del 2024 operato dall'agente e ritenuto non veritiero: un tunisino fu scagionato
Il luogo ove il pusher di Rogoredo è caduto colpito dal poliziotto ora indagato per omicidio volontario
Sviluppi per le indagini a Milano sui fatti di Rogoredo: ombre sul poliziotto indagato per omicidio volontario. La Procura guidata dal procuratore Marcello Viola che coordina l’inchiesta con il pm Giovanni Tarzia, approfondisce accertamenti su un arresto del 2024 operato dall’agente.
Un tunisino assolto dal Tribunale con la motivazione che il verbale degli agenti non corrispondeva alle immagini video. Lo aveva arrestato lo stesso agente che ha sparato nel bosco di Rogoredo ad Abdherraim Mansouri in un controllo antidroga.
Emergenze probatorie e discrepanze nei verbali spingono gli inquirenti a verificare condotte possibili penalmente rilevanti del poliziotto coinvolto.
Le indagini su Rogoredo: perché torna al centro l’arresto del 2024
Le autorità giudiziarie stanno approfondendo una sentenza del dicembre 2024 con cui il tribunale di Milano ha assolto un giovane tunisino arrestato per spaccio a piazzale Gabriele Rosa in zona Corvetto. Riscontrato che il verbale di polizia non corrispondeva alle immagini delle telecamere. La giudice Maria Gaetana Rispoli aveva trasmesso gli atti alla Procura per verificare eventuali reati a carico dell’agente che aveva redatto il documento, sottolineando numerose incongruenze.
Chi coordina le indagini: procuratore e pm
Al momento gli approfondimenti sono affidati al procuratore di Milano Marcello Viola e al pm Giovanni Tarzia, che insieme alla Squadra mobile stanno analizzando materiale probatorio, filmati e rapporti di polizia giudiziaria per ricostruire fatti e responsabilità. Da chiarire, le ombre sull’operato del poliziotto che ha sparato a Rogoredo.
Dalla zona Corvetto al “bosco della droga”: la morte di Abdherraim Mansouri
Il caso è esploso dopo che giorni fa un 28enne marocchino, Abdherraim Mansouri, è stato ucciso da un colpo di pistola esploso da un agente della polizia durante un controllo antidroga nel quartiere Rogoredo, zona nota come “bosco della droga”.
Secondo la prima ricostruzione, la vittima avrebbe puntato un’arma poi risultata a salve verso gli agenti prima di essere colpita. L’agente è indagato per omicidio volontario mentre si stanno svolgendo accertamenti balistici e testimonianze per chiarire la dinamica.
Le discrepanze nei verbali e i prossimi passi investigativi
Le verifiche sulla vicenda del 2024 riguardano in particolare il fatto che il verbale dell’arresto contestato conteneva affermazioni non coerenti con le immagini video, come elementi del controllo antidroga e dinamiche della perquisizione.
Non risulta che l’agente fosse stato formalmente iscritto nel registro degli indagati per falso dopo la trasmissione degli atti dal tribunale. Gli inquirenti stanno visionando anche altri filmati e riscontri tecnici per nuove iscrizioni o contestazioni.
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