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Cronaca

Omicidio – suicidio a Bologna: spara alla moglie e si uccide

Un dramma della disperazione: la donna era gravemente malata

di Giorgio Brescia -


Tragedia a Bologna: omicidio-suicidio in via Shakespeare, uccide la moglie malata e si spara.

Dramma della disperazione nella prima periferia bolognese

Il pensionato Roberto Rizzioli ha ucciso a colpi di pistola la moglie Gianna Galletti per poi rivolgere l’arma contro se stesso. Dietro il tragico gesto, l’ombra di una grave e incurabile malattia della donna. Bologna si risveglia sotto lo choc di una gravissima tragedia familiare.

Il fatto, all’interno di un appartamento situato al quarto piano di un condominio in via Shakespeare. Lì si è consumato l’omicidio – suicidio dei coniugi Roberto Rizzioli, 81 anni, e Gianna Galletti, 86 anni. A far scattare l’allarme i vicini di casa, insospettiti dai rumori sordi provenienti dall’abitazione e dalla porta d’ingresso trovata insolitamente socchiusa.

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La dinamica dell’omicidio – suicidio

Tre colpi di pistola nella notte Secondo i rilievi effettuati dagli uomini della Polizia di Stato e dagli specialisti della Scientifica, la dinamica del delitto appare definita nei suoi tratti essenziali.

Roberto Rizzioli ha impugnato una rivoltella, regolarmente detenuta, ed ha esploso due colpi in rapida successione contro la moglie, che in quel momento si trovava a letto, probabilmente ancora addormentata.

Subito dopo, l’uomo si è spostato in un’altra stanza del quadrilocale e ha utilizzato la stessa arma per esplodere un terzo colpo fatale contro se stesso.

Il ritrovamento dei corpi

All’arrivo dei sanitari del 118, allertati intorno alle 6:30 del mattino, i corpi dei due anziani erano già privi di vita e i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

Il movente

Prima la disperazione per la malattia, poi il doppio gesto fatale. Gli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura di Bologna, hanno da subito escluso l’ipotesi di una rapina o dell’intervento di terze persone.

A guidare l’azione dell’anziano sarebbe stata la drammatica situazione clinica della signora Gianna, affetta ormai da tempo da una grave e invalidante patologia degenerativa.

Tra i residenti del palazzo di via Shakespeare, che descrivono i coniugi come persone estremamente distinte, cordiali e unite da un legame simbiotico, si fa strada l’ipotesi di un accordo estremo e condiviso per porre fine insieme alle sofferenze della malattia.

L’appartamento è stato posto sotto sequestro giudiziario per ulteriori accertamenti medico-legali.


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