Vannacci vs Forza Italia: analisi di un teorema
di CLAUDIO TOGNA*
Che tra il movimento politico Forza Italia ed il Generale Roberto Vannacci si sia creata una reciproca “antipatia politica” lo raccontano le dichiarazioni pressocchè quotidiane. L’interrogativo è se tale “antipatia politica” rischi di diventare “antitesi” politica irreversibile. La risposta non può che venire da un tentativo di analisi, senza pregiudizi, del teorema politico vannacciano.
L’ipotesi politica del Generale Vannacci risulta fondata sulla sua convinzione che il movimento politico Forza Italia, ispirato (o a suo dire eterodiretto da Marina Berlusconi), si proietti, in una sorta di palingenesi politica totale, nell’area del centro del centro-sinistra attraverso la valorizzazione di temi identitari propri, storicamente, del cosiddetto campo largo.
L’ipotesi di Vannacci è quindi quella di una Forza Italia ormai pronta ad abbandonare la storica alleanza di centro-destra (di cui fu artefice ed ideatore il Presidente Silvio berlusconi) per strutturare ed implementare, unitamente ad altre piccole forze come quelle di Calenda, il centro del centro-sinistra. Ne sarebbe, secondo il Generale Vannacci, prova provata la particolare attenzione richiesta da Marina Berlusconi a Forza Italia sul fronte del rafforzamento e della tutela dei diritti civili delle minoranze ed il rifiuto di toni estremisti in tema di immigrazione e di sicurezza.
Il consenso di Futuro Nazionale attestato intorno al 6% risulta confermato da tutti gli istituti di sondaggio. Tra i motivi del successo vi è la naturale predisposizione del Generale Vannacci per i social con un linguaggio preciso, diretto ed efficace particolarmente gradito dai gìovani (e non solo). La strategia di Vannacci, tenuto conto della solidità dei dati dei sondaggi, risulta quindi evidente. Ed è quella di alzare lo scontro diretto con Marina Berlusconi e Forza Italia in quanto già essere considerato, dal punto di vista della comunicazione politica, come il loro interlocutore polemico rappresenta per lui un successo sotto l’aspetto della legittimazione personale.
Inoltre, alzando la posta, il Generale Vannacci, forte del dato sondaggistico, propone addirittura Futuro Nazionale come elemento strutturale del centro-destra in luogo della, secondo lui, traslocante Forza Italia. Con tale affermazione il Generale Vannacci cerca di ottenere un duplice effetto: il primo quello di attribuire al movimento politico Forza Italia l’abito dell'”opportunismo politico” finalizzato ad allearsi con chiunque per il potere (in prospettiva con la sinistra se questa ha maggiori possibilità di vittoria elettorale) – il vecchio Franza o Spagna purchè se magna – dall’altro quello di incunearsi tra la famiglia Berlusconi, i vertici politici di Forza Italia ed il suo elettorato nella convinzione che l’elettorato di Forza Italia difficilmente si potrebbe ritrovare in appoggio ad una coalizione di centro-sinistra.
I primi commentatori dell’esperienza politica di Roberto Vannacci, per la verità, osservavano la sua contrapposizione con la Lega di Salvini e la sua polemica con la Premier Meloni. Nella realtà il teorema vannacciano, e cioè l’ipotesi di un progressivo slittamento della dirigenza del movimento politico Forza Italia lungo il piano inclinato inerziale del pensiero di centro-sinistra, lo porta a concentrarsi proprio su Forza Italia. Per dirla con le stesse parole d Vannacci “…è strano pensare che in questa coalizione di centro destra ci sia Forza Italia, parte integrante del PPE in Europa, e quindi alleato del PD che in Europa vota molte volte come vota il PD, mentre poi ci sono altri due partiti che votano come votano le destre europee”.
Mentre con la mano sinistra il Generale Vannacci cerca di spingere (a sinistra) Forza Italia, con la mano destra ha parole distensive per la Premier Meloni sa pure incalzandola su temi identitari come quelli dell’immigrazione e della sicurezza potendosi permettere toni e contenuti che la Premier, per il ruolo istituzionale raggiunto, non può certo utlizzare. Ma sono temi sui quali la distanza con il partito della Premier è più sulla forma “estremistica” che non sui contenuti di massima.
In buona sostanza Vannacci tende a collocarsi sotto il profilo identitario e valoriale nel perimetro di influenza della Premier Meloni e proprio in forza di tale collocazione proponendosi, nei numeri, come affidabile alleato in luogo della infida (secondo lui) Forza Italia nella sua parte dirigenziale e di indirizzo. Altro discorso l’elettorato di Forza Italia cui Vannacci guarda con interesse nella convinzione che l’attuale linea di Forza Italia ne possa facilitare la simpatia verso Futuro Nazionale. Da ultimo tale narrazione vannacciana cerca di dimostrare la discontinuità tra l’intuizione del Presidente Berlusconi quale fondatore del blocco di centro-destra e quella dei suoi eredi posizionati, nella comunicazione vannacciana, tra i simpatizzanti del centro del centro-sinistra.
Detto questo non sembra che la strategia vannacciana, sul punto, abbia possibilità di successo. Il movimento politico Forza Italia rappresenta per struttura valoriale e convinzione personale della dirigenza e dell’elettorato elemento strutturale del centro-destra. Ipotizzare una sua diversa collocazione è un esercizio non difficile ma addirittura inutile. Rimane poi il problema, fondante, della politica estera che vede i partiti di governo e di centro destra, al di là delle singole sensibilità, assolutamente coesi nella difesa dei valori occidentali nei confronti dell’aggressione da parte della Federazione Russa nei confronti della Repubblica Ucraina.
Inoltre Forza Italia è un movimento politico strutturato su base democratica a livello nazionale difensore dei principi di proprietà privata, moderazione della tassazione, rifiuto di ulteriori patrimoniali e/o prelievi “politici” a carico dei cittadini difficile, se non impossibile, da scalfire su base elettorale essendo portatrice “primigenia” di quei valori identitari. Per Futuro Nazionale e per il Generale Vannacci trovare quindi una collocazione essendo, all’attualità, mero attrattore di opposti estremismi e di opportunisti politici in cerca di lancio o di rivincita non sarà semplice.
Certo per l’assedio alla Cittadella di Forza Italia il Generale Vannacci non sembra avere nè le proporzioni numeriche (che stabiliscono il rapporto tra assedianti e assediati) nè, per il momento, il supporto logistico. Forse il generale Vannacci dovrebbe iniziare a considerare, anche alla luce della legge elettorale attuale e in fieri, le alleanze strategiche (smussando toni e eliminando invalicabilità di linee rosse). Perchè c’è del talento politico nell’uomo. Ma questa è un’altra storia.
*Professore di diritto privato presso l’Università telematica Guglielmo Marconi
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