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Politica

Campo largo, prove tecniche di allargamento: il M5S aiuta Onorato e aggira il nodo firme

Intanto Schlein e Conte moltiplicano gli incontri, ma il cantiere programmatico del centrosinistra resta fermo

di Enzo Ricci -


Nel cantiere ancora incompiuto del campo progressista si registra un primo movimento concreto. Non una manovra destinata a cambiare gli equilibri parlamentari, ma un’operazione politica che potrebbe incidere sulla futura competizione elettorale. Al centro della scena c’è il Movimento 5 Stelle, che ha deciso di favorire la nascita di una nuova componente nel Gruppo Misto del Senato, offrendo una sponda al progetto politico promosso dall’assessore romano ai Grandi Eventi Alessandro Onorato insieme ai socialisti di Enzo Maraio.

La chiave dell’operazione è il trasferimento del senatore Luigi Nave dal M5S al Gruppo Misto, dove è stato accolto nella componente di Alleanza Verdi e Sinistra. Si tratta di un passaggio tecnico ma strategico: secondo il regolamento di Palazzo Madama, chi lascia il proprio gruppo deve prima aderire a una componente esistente per poi poterne costituire una nuova. Una volta completato il percorso, il nuovo soggetto politico collegato ad Avanti Psi e al Progetto Civico Italia potrà beneficiare di un vantaggio rilevante nella raccolta delle firme necessarie per presentarsi alle elezioni.

Con le nuove regole elettorali, infatti, le liste prive di rappresentanza parlamentare sono chiamate a raccogliere migliaia di sottoscrizioni. Entrare nel perimetro delle componenti già presenti nelle Camere consente invece di alleggerire notevolmente questo onere. Una questione tutt’altro che burocratica. Per i soggetti centristi e civici che puntano a ritagliarsi uno spazio tra Pd e M5S, l’accesso alla competizione passa proprio dalla capacità di superare la barriera delle firme.

L’attacco alla legge elettorale

Dal Movimento 5 Stelle respingono la lettura di una semplice operazione di Palazzo e rivendicano la scelta come una battaglia politica contro una legge elettorale giudicata penalizzante per le nuove forze. I pentastellati denunciano quello che definiscono un sistema costruito per proteggere gli attori consolidati e ostacolare iniziative nate dai territori. Non a caso la scelta è ricaduta su Nave, considerato dal Movimento una figura autorevole e difficilmente contestabile sul piano politico e personale. Lo stesso senatore presenta la sua uscita dal gruppo come un’iniziativa a favore della partecipazione democratica e contro le barriere all’accesso elettorale.

Dietro la retorica della difesa del pluralismo, tuttavia, emerge anche una valutazione più strettamente politica. Consentire la crescita di formazioni centriste collocate nell’orbita del centrosinistra può infatti contribuire ad ampliare il perimetro della futura coalizione senza costringere Pd e M5S ad assorbire integralmente culture politiche differenti.

Ruffini-Gabrielli e il rebus della leadership

La mossa del Senato arriva alla vigilia della discesa in campo del nuovo progetto guidato da Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli. Anche in questo caso il tema è costruire un’offerta moderata e riformista capace di dialogare con il centrosinistra senza sciogliersi nei partiti esistenti.

Sul piano politico, però, il problema resta aperto. Mentre si moltiplicano le operazioni organizzative, il campo progressista continua a rinviare il vero confronto: quello sul programma. Ruffini insiste sulla necessità di definire prima contenuti e linea politica e solo successivamente affrontare il tema della leadership e delle eventuali primarie.

Schlein e Conte, sorrisi in attesa del programma

Nel frattempo Elly Schlein e Giuseppe Conte continuano a coltivare un clima di collaborazione. I due leader si sono incrociati più volte nelle ultime ore, prima alla Biennale dell’Economia di Legacoop a Milano e poi a Roma, all’evento “60 under 30” della Giovane Roma. Fotografie, sorrisi e brevi scambi di battute hanno alimentato l’immagine di un rapporto disteso.

Ma oltre le immagini resta ancora molto da costruire. Il tavolo programmatico del campo largo non è stato convocato e ogni discussione strategica sembra rinviata a dopo l’assemblea nazionale del Pd del 18 ottobre. Nel frattempo, tra nuove componenti parlamentari, partiti in gestazione e alleati alla ricerca di uno spazio, il centrosinistra continua a lavorare sull’architettura della coalizione. Il progetto politico, quello capace di tenere insieme culture e interessi diversi, resta invece tutto da scrivere.

La posizione di Tabacci

Bruno Tabacci ha rivolto una critica diretta ai leader del campo progressista sul tema delle primarie. “Conte e Schlein fanno a gara a chi rende le cose più difficili. Hanno detto avanti con le primarie, ma non devono essere usate per vedere chi decide la politica estera”, ha affermato a margine dell’assemblea di Più Uno. Sul fronte organizzativo, Tabacci ha inoltre confermato il percorso che potrebbe consentire al movimento di Ernesto Maria Ruffini di beneficiare delle agevolazioni previste per la raccolta delle firme. “La legge è stata firmata ieri. Ci sono 15 giorni di tempo per fare gli atti conseguenti. Abbiate fede”, ha spiegato. Un messaggio che conferma come il cantiere centrista continui ad accelerare mentre il tavolo programmatico del campo largo resta ancora in attesa di essere convocato.

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