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Turismo

Gent, il Design Museum ridisegna il futuro nel cuore delle Fiandre

di Simone Pasquini -


A Gent il nuovo Design Museum comincia già dalla soglia. Al numero 10 di Drabstraat, una tenda d’alluminio da 250 chili accoglie i visitatori. Si chiama Freeze Frame 82.2, porta la firma dello studio Unfold di Anversa ed è il nuovo ingresso del museo, che riapre dopo sette anni di lavori, quattro dei quali a porte chiuse. Oltre la tenda, la hall affaccia sulla strada con una grande vetrata; pochi gradini portano al cortile degli edifici restaurati, bianchi con cornici blu ciano.

La riapertura

La riapertura arriva pochi mesi dopo quella del Brusk di Bruges, inaugurato a maggio e progettato da Robbrecht en Daem con Olivier Salens. Il polo unisce tradizione artistica e creatività contemporanea. Gent sceglie il design per affiancare la propria identità, legata all’Adorazione dell’Agnello mistico dei fratelli van Eyck nella cattedrale di San Bavone. Dal Loft, all’ultimo piano della nuova ala, la vista abbraccia tetti, campanili e canali, con una prospettiva che neppure il castello dei Conti offre.

Per l’assessora Astrid De Bruycken la cultura è un diritto fondamentale e il museo dovrà aiutare a immaginare la Gent futura, coinvolgendo soprattutto i giovani e collegando generazioni e mondo. La riapertura coincide con il Festival del Design, che si è svolto in questi giorni.

La struttura del Design Museum

Le radici risalgono al 1903, quando industriali e artisti fondarono un museo dei modelli per artigiani e pubblico, dedicato alle arti applicate e al buon gusto. Quella raccolta resta il nucleo di una collezione di oltre 24.000 pezzi, la più importante del Belgio. Ora si rivolge anche a famiglie, abitanti e a chi vive il design negli oggetti quotidiani, legandolo a vivibilità, sostenibilità e appartenenza.

Andy Groarke, di Carmody Groarke, autore della nuova ala con i belgi di ATAMA, la descrive come un’istituzione aperta, espressione del design belga. RE-ST ha restaurato le parti storiche tutelate, compreso il settecentesco Hotel De Coninck, mentre l’ampliamento occupa un passaggio degradato e un lotto vuoto. Il cortile è ora giardino e centro del percorso ad anello, con circolazione verticale accessibile.
La nuova ala comprende sei zone pensate per accoglienza, accessibilità e flessibilità. La Stadskamer ospita reception e bookshop ed è ad accesso libero; seguono il Forum per le conferenze, l’Atelier per i laboratori, la Vitrine per le mostre temporanee e il Loft panoramico. Il seminterrato mostra il lavoro dietro le quinte; gli spazi educativi salgono ai piani alti, nella luce.

Gli oltre 82.000 Gent Waste Brick, prodotti da BC Materials a Gent, contengono per il 70 per cento macerie edilizie della città e sono induriti con la calce, riducendo le emissioni di CO₂. Premiati con due Henry van de Velde Awards, riprendono i mattoni dell’Hotel De Coninck; la facciata richiama le case delle corporazioni e le dimore patrizie. Per la direttrice uscente Katrien Laporte, il progetto vuole fare del museo un luogo in cui la comunità possa interpretare il presente e confrontarsi con una società complessa.

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