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Pesce a tavola: quale è il preferito? La moda sushi

di Giorgio Brescia -


Pesce a tavola: quale è quello preferito dagli italiani? Il legame tra gli italiani e il buon cibo si arricchisce di un nuovo, importante capitolo che vede come protagonista assoluto il mare.

Pesce a tavola

Nel corso del 2026, il mercato ittico del retail in Italia ha registrato un’impennata straordinaria, superando la soglia record di 4 miliardi di euro di valore. I dati, freschi di presentazione a Milano durante la fiera internazionale Tutto Food nel corso del prestigioso Norwegian Seafood Seminar, svelano come le nostre abitudini di consumo stiano cambiando radicalmente, tra una passione sfrenata per il fuori casa e la ricerca di soluzioni pratiche tra i banchi del supermercato.

L’analisi, curata dal Norwegian Seafood Council in collaborazione con istituti di ricerca del calibro di NielsenIQ e Circana, mostra un settore in salute che cresce del +3,6% rispetto all’anno precedente e addirittura del +6,3% nel biennio 2024-2026.

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Cosa c’è dietro questo boom?

La qualità vince sul prezzo: la nuova spesa degli italiani. Nonostante un contesto economico ancora influenzato dall’inflazione, le priorità dei consumatori hanno subito una trasformazione profonda. Di conseguenza, il fattore prezzo ha ceduto il passo alla ricerca dell’eccellenza.

Secondo le rilevazioni di NielsenIQ, il 54% degli italiani oggi considera la qualità del pesce da portare a tavola più importante del risparmio nelle scelte alimentari. Ciò, a fronte del 44% registrato soltanto un anno fa.

Nello specifico, i driver che guidano l’acquisto di pesce sono indirizzati da sicurezza alimentare e freschezza: indicati dal 64% degli intervistati. Poi, dalle garanzie di qualità: stabili al 61%. Ancora, dalla sostenibilità ambientale: un tema caro al 52% dei consumatori. infine, dalla tracciabilità dell’origine: fondamentale per il 49% del campione.

Questo cambio di rotta favorisce in particolar modo i prodotti confezionati a peso fisso, che stanno guadagnando ampie quote di mercato grazie alla loro percezione di freschezza protetta e praticità.

L’inarrestabile “fenomeno salmone: è febbre da sushi nel “fuori casa”

Se si parla di dinamismo, il re indiscusso del mercato resta il salmone. L’Italia si posiziona stabilmente al sesto posto globale per consumo di salmone atlantico (e al terzo per quello norvegese). Nel solo canale retail, questa categoria genera ben 757 milioni di euro di fatturato, trainata dalle eccezionali performance del fresco confezionato (+12,9%).

Tuttavia, è lontano dalle mura domestiche che si sta compiendo una vera e propria rivoluzione commerciale. Infatti, i consumi di salmone nel settore Out Of Home (fuori casa) sono letteralmente decollati, mettendo a segno un incredibile +15,6%, una crescita cinque volte superiore rispetto a quella domestica.

A questo proposito, l’acceleratore principale del fenomeno è senza dubbio il sushi, che da solo rappresenta il 69% degli ordini complessivi di salmone fuori casa. I format quick service e la ristorazione giapponese hanno trasformato questo pesce in un alimento quotidiano, trasversale e accessibile, perfetto per i ritmi della vita contemporanea.

Baccalà e stoccafisso: la tradizione diventa “ready to eat”

Accanto all’esotico mondo del sushi, la tradizione gastronomica italiana non cede il passo, ma sceglie di evolversi. Prodotti storici come il baccalà e lo stoccafisso stanno cambiando pelle per intercettare le esigenze di una clientela che ha sempre meno tempo da passare ai fornelli.

Nel comparto del retail, lo stoccafisso confezionato cresce del +3,4%, raggiungendo i 5,8 milioni di euro. Questo incremento è sostenuto principalmente dai prodotti ready to eat (già pronti da gustare), che costituiscono ormai il 71% del valore totale della categoria, e dal segmento dei surgelati (+10,9%).

Per quanto riguarda il baccalà, a fronte di una leggera flessione generale dovuta anche alle minori quote di pesca del merluzzo a livello globale, si registra una netta polarizzazione:

Il prodotto tradizionale “da ammollare” perde terreno, con un pesante -18,5%. Al contrario, le preparazioni surgelate crescono del +2,9% in volume. I piatti pronti a base di baccalà (ready to eat) fanno registrare un balzo del +19%.

La tendenza appare tracciata in modo definitivo

La qualità del pesce norvegese e della filiera ittica viene premiata dal mercato italiano, a patto che sappia coniugare l’affidabilità di sempre con formati moderni, veloci e intelligenti.


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