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Esteri

“Nuovi attacchi all’Iran dopo le Midterm”

La Casa Bianca ha respinto ufficialmente la proposta di tregua presentata dall'Iran e si starebbe preparando a riprendere un'ondata di raid aerei

di Angelo Vitale -


Usa-Iran, l’esclusiva del Wall Street Journal: Trump boccia la tregua dei 7 giorni e prepara nuovi raid post-midterm. Un’indiscrezione pubblicata dal quotidiano fa vacillare le speranze di una svolta diplomatica rapida nel Medio Oriente.

“Nuovi attacchi”

La rivelazione del quotidiano statunitense, che cita funzionari vicini al dossier. La Casa Bianca guidata da Donald Trump ha respinto ufficialmente la proposta di tregua presentata dall’Iran e si starebbe preparando a riprendere un’ondata di raid aerei su scala dopo le elezioni di metà mandato di novembre.

La proposta di Teheran: il piano dei 7 giorni per riaprire Hormuz

L’offerta di intesa era stata avanzata formalmente dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, attraverso la mediazione del Qatar. Il piano iraniano prevedeva una tabella di marcia stringente.

La riapertura dello Stretto di Hormuz

L’Iran si impegnava a sbloccare entro sette giorni il canale strategico per il commercio petrolifero mondiale e a fermare le ostilità su tutti i fronti regionali, incluso il Libano.

Le condizioni poste a Washington

In cambio, gli Stati Uniti avrebbero dovuto revocare il blocco navale sui porti iraniani, sbloccare i fondi congelati di Teheran e congelare le sanzioni sull’esportazione di greggio, tornando ai termini dell’intesa preliminare discussa a giugno.

Lo scetticismo di Trump e il calcolo politico delle Midterm

I vertici statunitensi hanno invece risposto negativamente. Stando a quanto riportato dal Wall Street Journal, Donald Trump ha espresso forte scetticismo in privato, ritenendo che Teheran non sia realmente disposta a smantellare il proprio programma nucleare e che la proposta fosse solo una mossa dilatoria.

La strategia di Washington punta a mantenere inalterata la pressione economica e il blocco navale, con la convinzione che il collasso finanziario costringerà l’Iran ad accettare una resa su tutti i punti pretesi dagli Usa. Inoltre, emerge una precisa scansione temporale politica.

Congelamento tattico fino a novembre

Trump intende evitare un’escalation militare massiccia nelle prossime settimane, per non destabilizzare la campagna elettorale per le midterm.

Option raid post-voto

Ai suoi collaboratori e allo staff militare, il presidente ha confidato che si aspetta di ordinare un’intensa ripresa dei bombardamenti mirati in territorio iraniano subito dopo la tornata elettorale di novembre.

Le reazioni e i rischi per l’economia globale

L’esclusiva del quotidiano americano ha gelato le cancellerie internazionali. Da Teheran, i Pasdaran -il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica- hanno già fatto sapere di considerare irricevibili le nuove pretese statunitensi, dichiarandosi pronti a sostenere un conflitto di lunga durata.

Il no alla riapertura dello Stretto di Hormuz mantiene al massimo livello la tensione sui mercati energetici globali, prefigurando un autunno caldo sia sul piano geopolitico che su quello economico.

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