L'ad Del Fante in audizione in Parlamento. Urso e la sovranità digitale
Le lettere non bastano più e, di certo, Poste che punta forte su Tim lo sa. È per questo, giura l’amministratore delegato Matteo Del Fante, fresco di rinnovo e giunto ieri mattina in audizione di fronte al Parlamento per il nuovo contratto di servizio, che la società sta mettendo in campo una strategia nuova. Per recuperare centralità, per ribadire il ruolo del pubblico. E, soprattutto, per scacciare i fantasmi che, altrove, hanno già ghermito i servizi postali. In Danimarca, le Poste hanno chiuso. Nel Regno Unito sono state comprare dai privati. Del Fante non ha la minima intenzione di seguire l’esempio che arriva dall’Europa del Nord. E, anzi, rilancia.
Poste e Tim, le ragioni dell’Opas
A cominciare dall’Opas lanciata su Tim. “È parte di quella diversificazione che per noi è necessaria”, ha affermato. Facendo riferimento anche al progetto di Polo strategico nazionale. “Un primo passo di consolidamento importante. Il fatto che Poste Mobile e Tim si mettano insieme, lato consumer, retail. Se l’operazione Tim andasse a compimento”, Del Fante dice che il gruppo sarebbe maggioranza nel Polo strategico nazionale. “Poi rimarrebbero Leonardo e Sogei che credo a loro volta stiano consolidando la partecipazione in un’unica unità”.
“Sovranità digitale”
Il ministro alle imprese Adolfo Urso, a proposito dei progetti Poste su Tim, ha affermato: “Credo che l’operazione Poste-Tim dia maggiori garanzie per quanto riguarda la nostra sovranità digitale, che credo che vorremmo tutti condividere”. Non è mica una banalità. È, semmai, il grande tema di questi mesi dal momento che persino l’Ue s’è svegliata e sta lavorando in tal senso. Sul contratto di servizio, poi, il titolare del Mimit ha tenuto a specificare che “intende assicurare che il tessuto economico del Paese e la società nel suo complesso possano beneficiare del servizio universale”. Detta in un altro modo: “Il nuovo contratto di programma permetterà a Poste Italiane di valutare, a parità di servizi offerti, nuovi punti di accettazione e consegna in aggiunta agli esistenti, nel rispetto dei vincoli di capillarità e continuità che ispirano il servizio universale sull’interno territorio nazionale”. Però “l’eventuale utilizzo di punti di accesso gestiti da soggetti terzi non mette in discussione la permanenza della rete degli uffici postali e non comportata pertanto nessun meccanismo di sostituzione o di chiusura degli uffici postali”. Le lettere non bastano più e, in tal senso, Del Fante ha già assicurato che ci sarà una progressiva “riconversione” dei postini in corrieri.