L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Politica

La maggioranza si ricompatta. Verso il no alla proposta del Pd sulle preferenze

di Lino Sasso -


Attimi febbrili al Senato dove l’opposizione ha provato a mettere Fratelli d’Italia con le spalle al muro. Il guanto di sfida lanciato sulla questione delle preferenze ha avuto come effetto immediato quello di gettare nel caos il centrodestra. Al punto che si è resa necessaria una riunione di maggioranza alla presenza del ministro per le riforme, Maria Elisabetta e Casellati. Al termine dell’incontro, che ha fatto slittare la ripresa dei lavori, è emersa la volontà del governo di rimettersi all’aula in merito al fatidico emendamento con il quale si prevede l’introduzione delle preferenze secche e, al contempo, l’eliminazione dei capilista bloccati.

Una mossa che ha spiazzato anche l’opposizione. Tra i partiti di centrosinistra è infatti a iniziare la percezione che almeno il partito di Giorgia Meloni avesse deciso di votare a favore. D’altronde linea emersa in mattinata da ambienti di Fratelli d’Italia, già anticipata da indiscrezioni nella serata di ieri, era quella di una timida apertura alla proposta dell’opposizione.

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Per il partito di via della Scrofa sarebbe stato infatti complicato, è stato il ragionamento, un posizionamento differente dopo la campagna che Giorgia Meloni ha condotto personalmente sulle preferenze. Si è stati dunque vicini a un superamento dello stesso accordo raggiunto faticosamente dalla maggioranza sul tema. Circostanza che avrebbe certamente avuto gravi ripercussioni sulla stessa tenuta del governo. Da quanto però apprende L’identità, alla fine i numeri per approvare l’emendamento non ci saranno. Fonti qualificate di maggioranza sostengono infatti che il rimettersi all’aula da parte del governo sia stata una mera operazione di facciata. Secondo le stesse fonti, non troverebbe quindi riscontro l’indiscrezione secondo la quale la mossa era propedeutica a un voto favorevole da parte dei senatori di Fratelli d’Italia.

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