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Premio Nobel 2026 per l’Economia a Hall e Woodford: “La guerra ci danneggia”

L'ambito riconoscimento premia le ricerche sui "fondamenti microeconomici della stabilizzazione macroeconomica"

di Pietro Pertosa -


Il premio Nobel per l’Economia è stato assegnato quest’anno a due accademici americani: Robert E. Hall e Michael Woodford. L’ambitissimo riconoscimento, decretato ai due professori americani, è stato reso ufficiale questa mattina. L’Accademia Reale svedese delle Scienze ha deciso di premiare i due ricercatori Usa con una motivazione che va ricercata all’interno dei rispettivi lavori legati ai “fondamenti microeconomici della stabilizzazione macroeconomica”.

Premio Nobel all’Economia a Hall e Woodford

Hall e Woodford, dunque, sono stati insigniti del Premio Nobel 2026 per l’Economia. Hall risulta affiliato alla Stanford University in California, mentre Woodford alla Columbia University di New York. Le motivazioni rispecchiano temi di urgente attualità su cui i due docenti americani non hanno lesinato sforzi. “Il lavoro dei vincitori ci ha fornito una solida base teorica per i modelli che ora vengono utilizzati dalle banche centrali e dai governi di tutto il mondo”, ha affermato John Hassler, presidente del Comitato per il Premio per le Scienze Economiche, aggiungendo che “grazie a questi modelli, siamo meglio attrezzati per affrontare gli shock economici, come le crisi energetiche o i repentini cambiamenti nei consumi delle famiglie”.

“La guerra in Medio Oriente sta danneggiando l’economia”

Woodford ha parlato a caldo in un’intervista in diretta in attesa dell’annuncio del premio Nobel all’economia di cui è stato insignito. “L’economia è danneggiata da molti tipi di eventi, che spesso non sono economici nella loro natura ma hanno avuto forti effetti sull’economia”. Quali? Eccoli: “Un esempio ora è la guerra in Medioriente: ha chiaramente danneggiato i mercati dell’energia e ci sono forti cambiamenti sui prezzi dell’energia, che hanno molte ricadute su vari aspetti dell’ economia in molte zone del mondo”. E quindi: “Ovviamente non è una questione di imprese o forze economiche che ha fatto esplodere la guerra ma eventi di questo tipo hanno effetti molto rilevanti sull’economia globale”.

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