Elon Musk, il vero obiettivo nel processo contro Sam Altman non è vincere
Via via che il procedimento in California avanza, emerge la vera strategia: non convincere la giuria, ma distruggere la reputazione.
Due giorni prima dell’inizio del processo, Musk ha contattato Greg Brockman per sondare un accordo. Brockman ha proposto il ritiro reciproco delle pretese. Risposta di Musk: “Entro la fine di questa settimana, tu e Sam sarete gli uomini più odiati d’America.”
Il messaggio, reso pubblico il 3 maggio dagli avvocati di OpenAI, non è stato ammesso dalla giudice Yvonne Gonzalez Rogers come prova ascoltabile dalla giuria. Ma chiarisce l’obiettivo reale: non solo vincere in aula, ma danneggiare l’immagine pubblica di Altman e Brockman.
Brockman sul banco: i miliardi e la promessa non mantenuta
Ieri l’avvocato di Musk, Steven Molo, ha interrogato Brockman per oltre un’ora. Il punto di partenza: la sua quota in OpenAI vale tra i 20 e i 30 miliardi di dollari. Quando l’azienda nasceva, aveva promesso di donare 100mila dollari all’organizzazione. Non lo ha mai fatto.
Nel suo diario personale aveva scritto: “Cosa mi farà arrivare a un miliardo di dollari?” Quel diario è ora agli atti del processo.
Molo ha sostenuto che Brockman e Altman abbiano svuotato il mandato non profit di OpenAI, trasferendo nel 2019 parte delle attività a un ramo a scopo di lucro. Brockman ha risposto che i suoi interessi economici restano subordinati alla missione. Quando Molo gli ha chiesto perché non donasse i 29 miliardi alla fondazione, non ha risposto alla domanda.
Processo Musk Altman: i conflitti rimasti in ombra
L’interrogatorio ha portato alla luce investimenti di Brockman finora poco esaminati: quote in Cerebras, CoreWeave e Helion Energy, tutte società con partnership rilevanti con OpenAI. È emerso anche che nei primi anni Brockman aveva ricevuto una quota da 10 milioni nel family office di Altman. Musk non ne fu informato fino al 2017.
Sotto le domande di Molo, Brockman è apparso quasi meccanico. Altman era seduto tra il pubblico, sguardo a terra. Durante il controesame, il presidente di OpenAI si è fatto più vivace, ha sorriso, ha raccontato i primi anni dell’azienda.
Gli avvocati di Musk dovrebbero riprendere l’interrogatorio il 5 maggio. Poi, possibile testimonianza di Shivon Zilis.
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