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Editoriale

Proteggiamo i minori dai social, la legge va approvata subito

di Adolfo Spezzaferro -


La tecnologia corre più delle regole, lo sappiamo. E infatti non siamo attrezzati per affrontare le sfide digitali dei nostri figli, lo ha detto anche la premier Giorgia Meloni.

Proprio per questo non possiamo più permetterci di restare fermi. La proposta di legge che vieta l’accesso ai social ai minori di 15 anni è di vitale importanza. Serve assolutamente mettere regole al Far West digitale che ha trasformato bambini e adolescenti nei consumatori più fragili e più esposti. Nessuno pensa che un divieto risolva tutto, lo sappiamo. Purtroppo non fermera bullismo, dipendenze o solitudine. Ma l’emergenza c’è e va affrontata. Oggi i giovanissimi passano fino a dieci ore al giorno davanti a uno schermo, immersi in algoritmi progettati per catturare attenzione e creare assuefazione. Intanto crescono ansia, depressione, disturbi alimentari, isolamento. Ma talvolta anche istinti violenti.

La politica ha già dimostrato, come per esempio con la legge Sirchia sul fumo, che decisioni impopolari si rivelano nel tempo scelte di civiltà. Anche allora sembrava impossibile, ma oggi nessuno metterebbe in discussione quel divieto. Allo stesso modo, proteggere i minori dai rischi dei social significa assumersi una responsabilità per un futuro migliore: non vietare la tecnologia, ma impedire che sia la tecnologia rubi l’infanzia ai nostri bambini.


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