Puglia, Diga di Occhito sotto pressione: piogge abbondanti e l’acqua resta un problema
Atteso da anni un collegamento che permetterebbe di incanalare 60 milioni di metri cubi all'anno. Oggi, un pericoloso spreco che satura l'invaso
Il maltempo incessante crea un paradosso idrico in Puglia: mentre le piogge delle ultime settimane fanno risalire i livelli della Diga di Occhito, torna l’allarme sulla gestione dell’acqua. Non è un’emergenza per scarsità immediata, ma per come l’acqua viene raccolta, distribuita e soprattutto collegata tra sistemi diversi.
Allarme Diga di Occhito
Le precipitazioni stanno riempiendo gli invasi e riducendo temporaneamente il rischio siccità, ma il problema strutturale resta. In alcuni casi, parte dell’acqua continua a non essere sfruttata pienamente, mentre i territori agricoli pugliesi soffrono ciclicamente la carenza idrica.
Il punto chiave è la storica assenza di un’infrastruttura strategica: il collegamento tra la diga molisana del Liscione e Occhito. Un progetto discusso da oltre vent’anni e mai completato.
Un collegamento mai realizzato
Questa interconnessione permetterebbe di trasferire fino a 60 milioni di metri cubi d’acqua all’anno verso la Puglia, evitando sprechi e garantendo risorse per uso potabile e agricolo.
Negli ultimi mesi qualcosa si è mosso. Sono stati stanziati fondi e avviate fasi progettuali, con l’obiettivo di partire con i lavori tra il 2026 e il 2027. Tuttavia, l’opera resta ancora lontana dal completamento, dopo decenni di ritardi, rinvii e rimpalli tra livelli istituzionali.
E ora?
Ecco perché anche con le dighe più piene, come oggi, l’acqua resta un problema. Senza una rete efficiente di collegamenti e accumulo, le piogge abbondanti non si traducono automaticamente in sicurezza idrica duratura.
Occhito torna a riempirsi, ma il sistema resta fragile. Finché il collegamento con il Liscione non sarà operativo, la Puglia continuerà a vivere tra emergenze cicliche e occasioni mancate.
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