Ranucci, Formigli e lo psicodramma tutto a sinistra
La squallida telenovela di Report, giunta a una stagione di troppo, ormai sfocia nello psicodramma. Il punto non è più lo scontro tra Ranucci e Formigli (o chi per lui). È che, dietro l’evidente corto-circuito del giornalismo di sinistra, resta una domanda che nessuna solidarietà tra colleghi e/o compagni può rimuovere. Formigli ha detto che, dopo aver saputo che Lavitola ha confessato di aver messo una bomba contro Ranucci per il suo bene, l’ex conduttore di Report non poteva difenderlo.
Un fatto ovvio, eppure – tanto per dire – Ranucci non si è costituito parte civile contro il faccendiere. Quando Formigli ha citato i risultati di una sua interlocuzione con l’intelligenza artificiale a dargli manforte, Ranucci lo ha liquidato parlando di “stupidità naturale” contrapposta all’Ia. Ma ancora più significativa è l’intervista al direttore di Domani Fittipaldi, che giudica l’ex conduttore di Report “eticamente indifendibile”. Ma mentre molti giornalisti di sinistra ormai prendono le distanze da Ranucci, noi puntiamo al nodo della questione: c’è un attentato da chiarire, c’è un rapporto ancora tutto da capire tra l’ex conduttore di Report e Lavitola. E poi c’è un’unica certezza: Ranucci ormai non può più fare le pulci ai potenti in nome della verità sulla Rai. Mai più.
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