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Torino

Torino torna a essere una città danzante con BallaTorino Social Dance

di Redazione -


Torna a Torino, da sabato 17 a domenica 25 ottobre prossimi, la quarta edizione di BallaTorino Social Dance, il progetto che porta il ballo anche al di fuori dei suoi luoghi abituali per renderlo protagonista nelle piazze, nelle strade, nei musei e nelle scuole, negli ospedali e nei luoghi di lavoro, nei mercati, nei parchi e nei ristoranti, oltre che nelle discoteche e nelle sale da ballo. Dal palazzetto dello sport Gianni Asti a via Roma, da via Po alla galleria San Federico, dal Polo del ‘900 a Villa della Regina, dall’ex Mercato Ittico di Porta Palazzo al parco del Valentino, dall’ex Curia Maxima al Dancing Le Roi, passando per la Casa del Quartiere di San Salvario, Sporting Dora, Galleria Tirrena, l’ospedale Regina Margherita, Mauriziano e Sant’Anna, centri riabilitativi, scuole, mercati, Borgo Dora, spazi aziendali e locali cittadini, Torino diventa per nove giorni una grande pista da ballo diffusa.

Giunta alla sua quarta edizione, BallaTorino Social Dance prosegue nel percorso iniziato nel 2023, sviluppato da un’idea semplice e radicale, una concezione e di ballo che intreccia cultura, inclusione, condivisione, partecipazione, ben-essere, divertimento,  appartenenza, interculturalità e scoperta della città. Dopo tre edizioni e oltre 35 mila presenze complessive, BallaTorino si è affermata nel panorama culturale cittadino con un progetto capace di mettere in relazione la grande e articolata comunità del ballo con la città e i suoi luoghi. L’obiettivo è quello di costruire attraverso il ballo un’idea di città più inclusiva, nella quale il movimento diventa occasione per incontrarsi, superare differenze generazionali e sociali attraverso una modalità diversa di abitarli. Questo percorso raccoglie l’eredità del convegno nazionale “Città danzano il futuro”, tenutosi a Torino il 16 ottobre 2025, e del manifesto “Torino città danzante”, adottato da Torino nel 2024. Si tratta di due passaggi che hanno contribuito ad aprire un contributo nel mondo della danza e capace di sviluppare un modello capace di dialogare a livello locale e internazionale. In questa logica di allargamento di confini, delle convergenze e delle alleanze, in questo nuovo anno BallaTorino ha felicemente iniziato un percorso di collaborazione con enti terzi che hanno accolto gli obiettivi e sottoscritto impegni di valorizzazione del ballo e della danza. Sono state scritte convenzioni triennali già perfezionate, come le Residenze Reali Sabaude per Villa della Reginae Polo del ‘900, e Federalberghi con accordi in itinere.

“Con BallaTorino la danza esce dai suoi luoghi tradizionali e trasforma Torino in un grande palcoscenico diffuso, aperto e inclusivo, dove il ballo diventa occasione di cultura, benessere e socialità. La scelta di dedicare l’apertura al rapporto tra danza e sport assume un significato particolare nell’anno dell’anniversario delle Olimpiadi torinesi del 2006. Entrambi sono, infatti, straordinari strumenti di partecipazione e di costruzione  di comunità – ha dichiarato Domenico Carretta, assessore allo Sport, Turismo e Grandi Eventi della Città di Torino – siamo orgogliosi di sostenere una manifestazione  che valorizzi il volto dinamico della nostra città, e invita i cittadini a divenirne i protagonisti, perché una città che balla è una citta che si incontra e cresce insieme”.

“La nuova edizione di BallaTorino raccoglie i frutti di un sapiente lavoro di cucitura tra diverse componenti della città, che insieme raccontano una comunità che sceglie musica e movimento per incontrarsi, comunicare e condividere – dichiara Maria Grazia Grippo, presidente del Consiglio Comunale della Città di Torino – il programma cresce in qualità e quantità degli appuntamenti, le relazioni promotori, anche oltre confine, aumentano, e la città mostra epr intero un’altra vocazione e inaspettata. Perciò auspico che nell’entusiasmante percorso dei siti branding, voluto da sindaco e Giunta – anche questo aspetto possa trainare la giusta collocazione, perché ‘Torino balla!”.

“La città metropolitana di Torino accoglie con grande entusiasmo il ritorno di BallaTorino Social Dance. Nella storia dell’umanità, la danza sociale non è mai stata puro intrattenimento, ma un linguaggio di straordinaria potenza, un rituale collettivo caoa e di azzerare le distanze, intessere relazioni umane. In questo ricco palinsesto siamo grati per lo spazio riservato alla danze occitane e franco-provenzali – dichiara Jacopo Suppo, vicesindaco della Città metropolitana di Torino – un tema caro alla Città metropolitana di Torino che, da sempre, opera per la valorizzazione delle minoranze linguistiche e storiall’inizio attuazione della Legge 482 del 1989. Nelle nostre valli e nell’Arco Alpino occidentale, il ballo tradizionale la lingua e il canto non sono eredità del passato ma patrimonio materiale vivo che mette in contatto le radici locali con la contemporaneità”.

“Mi fa piacere esserci personalmente – ha dichiarato il consigliere regionale Silvio Magliano in rappresentanza di Davide Nicco, presidente del Consiglio Regionale del Piemonte – affinché anche la Regione, oltre al patrocinio concesso, possa immaginare di sostenere parti di questa iniziativa. Un evento importante che non parla solo di presente e di futuro, ma anche di storia, che il Consiglio Regionale del Piemonte ha nelle sue linee di indirizzo attraverso la valorizzazione del territorio e delle sue tradizioni”.

“BallaTorino è per la Fondazione Contrada un progetto nodale poiché connesso con la nostra missione statutaria, quella di realizzare una rigenerazione urbana che parta dal coinvolgimento delle comunità per restituire loro valori da difendere e presidiare come la cittadinanza, l’appartenenza e la solidarietà – commenta Cristina Peddis, presidente della Fondazione Contrada Torino – anche nel 2026 Torino sarà il luogo in cui perseguire questi obiettivi, all’interno del quale la città potrà evidenziare la sua naturale propensione a favorire la pace, il rispetto e la cooperazione tra le persone. Un luogo ideale di incontro e di dialogo dove spazio pubblico e le numerose sedi di BallaTorino diventeranno palcoscenici dello spettacolo sociale condiviso”.

La manifestazione si aprirà al palazzetto dello sport Gianni Asti, nella giornata di sabato 17 ottobre, con “A tutto ballo”, una lunga giornata in cui danza sportiva e  allo sociale si incontrano. Dopo l’inaugurazione ufficialmente e la presentazione delle scuole aderenti a BallaTorino 2026, saranno premiate 60 società sportive, e i campioni e le campionesse che hanno ottenuto risultati importanti nella passata stagione. Seguiranno una gara federale e, in serata, una kermesse aperta al pubblico. La seconda direttrice di BallaTorino guarda invece alle tradizioni musicali e danzanti delle minoranze linguistiche “al di qua e al di là” delle Alpi, ponendole in dialogo con le danze folkloristiche piemontesi e con i balli del mondo. BallaTorino apre così una prospettiva transfrontaliera verso le Alpi francesi l’area Rhône-Alpes, rafforzata idealmente dall’appuntamento con i Giochi Olimpici invernali, che le Alpi francesi ospiteranno nel 2030. Le tradizioni delle comunità alpine e transalpine diventano patrimonio vivo da conoscere, confrontare e praticare insieme.

Un primo momento d’approfondimento sarà la tavola rotonda prevista domenica 18 ottobre, al Polo del ‘900, dal titolo “Parole in danza”, prospettive di valorizzazione della cultura e delle minoranze, lingue, tradizioni e balli tra Piemonte e Francia, seguita nel pomeriggio da “Le parole danzano”, quando le comunità piemontesi al di là di confine porteranno in via Roma musiche, costumi, strumenti e danze tradizionali coinvolgendo il pubblico in un grande ballo collettivo. L’edizione 2026 rafforza la sua attenzione verso le nuove generazioni, i nuovi linguaggi, stili e luoghi d’aggregazione, come le discoteche, e verso i nuovi cittadini torinesi e le seconde generazioni, per fare del ballo un terreno concreto di incontro interculturale. In questo contesto si inserisce l’immagine internazionale del progetto, pensando a BallaTorino come uno degli strumenti attraverso cui raccontare di una Torino aperta all’Europa nel percorso verso la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033.

“Musei in Ballo” quest’anno approda a Villa della Regina, dove sale e parco diventano lo scenario di “Metamorfosi e rituali dell’oisir”, un viaggio nelle trasformazioni delle posture danzanti. Al Museo del Polo del ‘900, il 20 ottobre, a 50 anni dal golpe in Argentina, il Tango sarà protagonista di “Libertango 1976-2026”.“L’Ora di Ballo” entra all’Istituto Comprensivo Cairoli, al primo liceo artistico coreutico statale e all’istituto comprensivo Matteotti Pellico. Bambini e ragazzi incontrano linguaggi differenti, dal ballo d’insieme alla capoeira, mentre al liceo coreutico prende avvio un percorso dedicato all’evoluzione del Tango dalla tradizione alle forme contemporanee.

“Il Ballo come cura” coinvolge gli ospedali Regina Margherita, Mauriziano, Sant’Anna, centri riabilitativi territoriali Faber e Bisacco. L’Indy Hop, flamenco, Tango, danze storiche, ballo liscio, valzer e ritmi cubani entrano nei luoghi della cura per incontrare pazienti, personale e, dove è previsto, il pubblico.

“Scuole di Ballo Aperte” apriranno alla cittadinanza le loro porte scuole, associazioni e i circoli per attività gratuite, facendo conoscere da vicino la ricchezza torinese nel mondo del ballo.

“Il ballo nei luoghi di lavoro”, che coinvolgerà gli spazi dell’ex Curia Maxima, dove i dipendenti comunali ali saranno coinvolte tra balli orientali, pizzica, danze del sud e tradizioni greche, e il Centro di Raccolta AMIAT Gruppo Iren di via Massari – via Reycend, si trasformerà in una pista dedicata a musiche e danze ispirate al country americano.

“Mercati in Ballo” animerà l’ex Mercato Ittico di Porta Palazzo con una milonga nel spazi recentemente riconvertiti ad usi culturali. E il mercato coperto di via Grioli, con una festa rionale scandita dalle musiche e dalle danze del sud Italia.

“A cena si Balla” farà tappa all’Osteria Rabezzana, dove si potranno incontrare convivialità e ballo in una serata dedicata alla salsa e alla rumba cubana, con musica dal vivo, ballerine e ballerini. Seguirà “BallaTorino in discoteca”, che porterà le incursioni del ballo sociale nei club cittadini, tra cui ONE Torino e il Cabeza Mala, con l’incursione di danze latino-americane.

Quest’anno, “1km di Ballo” diventerà “1 km di Jazz Street Dance”, che animerà via Po da piazza Castello a piazza Vityorio Veneto con Jazz, Swing e Indy Hop, che trasformeranno per un pomeriggio una delle strade simbolo di Torino nella West 52 ND Street di Manhattan.

Infine, progetti ospiti saranno presenti alla Casa del Quartiere di San Salvario, e la Mole Antonelliana si unirà alla rassegna illuminando con il logo di BallaTorino lunedì 19 ottobre, dal tramonto alle 13, grazie alla collaborazione di Iren.

Mara Martellotta

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