Renaissance in Economics, all’Università Roma Tre la lectio di Dufwenberg su “Economia sociale e civile”
Dall’articolo di LaPresse – Alle Facoltà di Economia e Scienze Politiche dell’ateneo della capitale, si sono dati appuntamento accademici internazionali, istituzioni e organizzazioni del mondo economico sociale e civile
È stata una lectio del Professor Martin Dufwenberg della Purdue University su“Economia sociale e civile” ad aprire il pomeriggio della seconda e ultima giornata della terza conferenza internazionale “Renaissance in Economics”, il congresso ospitato dalle Università di Roma Tre e Tor Vergata.
All’interno del panel “La grammatica della cooperazione: fiducia, norme sociali e motivazioni economiche”, la lectio di Martin Dufwenberg (Professore di Economia alla Purdue University): “Prima di rispondere alla domanda sul cosa fare, sarebbe davvero necessario entrare in contatto con la natura umana, quali sono le basi sulle quali le persone formano opinioni e prendono decisioni. E qui penso che l’economia ha molte possibilità tra le quali scegliere. Dal mio punto di vista, le persone che lavorano sulla teoria non sono sufficientemente interessate a pensare alla psicologia umana e le persone che lavorano sulla psicologia non sono sufficientemente interessate a applicare la teoria. E’ su questi aspetti che potrò dare una mia opinione”.
All’introduzione di Stefano Papa (Professore di Economia Politica all’Università di Roma Tor Vergata) e Marzia Rancacci (giornalista TG2 Europa) è seguita una tavola rotonda con Sarah de Heusch (Direttrice di Social Economy Europe), Sergio Gatti(Direttore di Federcasse–BCC) e Marco Marcocci (Vicepresidente Nazionale di Confcooperative responsabile per il Welfare). Quest’ultimo ha detto: “Oggi è una giornata importante, il manifesto per una nuova economia sociale e civile è un punto fondamentale per il mondo della cooperazione. Ci troviamo ingaggiati ogni giorno nelle attività che facciamo nelle nostre comunità perché crediamo, siamo convinti che la cooperazione possa dare un contributo fondamentale. È come unire i puntini delle nostre comunità, delle realtà che incontriamo ogni giorno, delle persone, a partire da quelle più vulnerabili, a partire dalle risorse che ogni volta troviamo anche nelle aree interne, quelle più in difficoltà. La cooperazione all’interno di questo modello economico riteniamo possa dare il meglio di sé per creare una nuova forma di economia più sostenibile, sociale e civile”.
Programma chiuso dalla tavola rotonda: “Sviluppo locale, partecipazione ed economia sociale (civile)”, diretta da Salvatore Monni (Professore di Economia Politica Università Roma Tre). Quattro gli interventi.
Emiliano Manfredonia (Presidente ACLI): “Il nostro contributo oggi è parlare delle coprogrammazioni, che sono due strumenti tutto sommato recenti e quindi è un dibattito tra varie associazioni che hanno provato in vari territori questi strumenti, che non sono strumenti legislativi ma mettono in chiaro che può essere una convocazione della comunità per non solo risolvere delle questioni gestionali ma per animare un territorio, animare una comunità e dare dei risposti più efficaci alle persone”.
Walter Massa (Presidente ARCI): “La partecipazione e l’economia sociale sono due pilastri fondamentali della nostra Costituzione. La partecipazione però ha bisogno di trasformarsi, di diventare qualcosa di diverso. La partecipazione è per contare e far contare, altrimenti rischia di essere una parola vuota. E l’economia sociale è lo stesso, è importante ma occorrono le leggi giuste. Oggi il nostro Paese e l’Europa stanno andando in una direzione opposta”.
Casto di Bonaventura (Consigliere CSVnet): “La rinascita dell’economia parte dall’uomo, parte della persona al centro ed è quello che in qualche misura riusciamo a capire in queste giornate e soprattutto quello che come volontariato cerchiamo di fare e abbiamo sempre in mente. La rinascita dell’uomo parte appunto dalla reciprocità, dal dono, dalla possibilità di scoprire che la gratuità è un elemento positivo anche per le questioni economiche”.
Giancarlo Moretti (Portavoce Forum Terzo Settore): “L’economia sociale è importantissima perché è un altro modo di interpretare l’economia al di fuori del mercato. Riporta l’economia all’interno della società e costruisce l’infrastruttura democratica”.
Concluse le sessioni, il commento di Augusto Dell’Erba (Presidente Federcasse): “E’ nelle università che si costruiscono le competenze, le consapevolezze e anche le visioni, è in questi luoghi che è necessario introdurre il paradigma dell’economia civile, che non può e non deve restare solo un principio valoriale, ma deve essere studiata, misurata (soprattutto) e attualizzata. E’ necessario integrare teoria e pratica e formare profili professionali adeguati alle nuove sfide, in grado di integrare conoscenze economiche e valori. In questo contesto, la finanza è una infrastruttura fondamentale per l’economia e la finanza civile è quella che punta a finanziare soprattutto le famiglie e il lavoro, cioè le imprese di tutte le dimensioni, cominciando dalle più piccole, incoraggiando quelle cooperative. Nello specifico, le banche di credito cooperativo sono imprese mutualistiche, con una proprietà diffusa e con una governance eletta democraticamente. Sono, questi, elementi oggettivi di peculiarità – espressione di una cultura non maggioritaria – che debbono essere meglio conosciuti e riconosciuti. Un modo, il nostro, di fare finanza, che penso possa e potrà contribuire ad un auspicato ‘rinascimento’”.
A fare il punto a conclusione del “Renaissance in Economics” ospitato dalla capitale, Leonardo Becchetti (Professore di Economia Politica Roma Tor Vergata e co-fondatore di NeXt Economia): “Quasi 300 interventi da 60 paesi, 46 sessioni e l’idea comune che l’intelligenza relazionale può salvare il mondo. La quinta operazione, uno con uno fa più di due, è la chiave per il successo economico delle imprese che si aggregano, fanno consorzi, conquistano mercati internazionali. È la chiave per la soluzione del problema della sanità, della non autosufficienza, dove la solitudine uccide. È la chiave per la soluzione del problema della povertà, del bisogno di angeli sociali, un rapporto uno a uno con le persone marginali. È la chiave della soluzione del problema nel settore ambientale della transizione ecologica, di cui il Paese ha enorme bisogno se vogliamo migliorare le bollette delle famiglie e la competitività delle imprese attraverso la rivoluzione delle rinnovabili e delle comunità energetiche”.
Renaissance in Economics è organizzato da: NeXt Economia · Federcasse–BCC · Confcooperative · Università Roma Tor Vergata (Dipartimento di Economia) · Università Roma Tre (Dipartimenti di Scienze Politiche e di Economia e Finanza). Con il patrocinio di: AISRe · AISSEC · Economists for Peace & Security · SIEDS · SIEPI · STOREP. Con il supporto di: CIMET · Fondo Sviluppo · Fondazione Giorgio Fuà · Gioosto.com.
La Conferenza fa parte del programma ufficiale del Festival Nazionale dell’Economia Civile (Firenze, 1-4 ottobre 2026).
Renaissance in Economics non è solo un convegno. È un cantiere aperto per ridisegnare il futuro dell’economia. Per informazioni: www.renaissanceineconomics.it
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