Bagarre in Parlamento sul riconoscimento facciale: “Stato di Polizia”
Il centrodestra difende il decreto: "Garanzie rispettate", insorge il Pd: "Criticità enormi"
È già polemica sul riconoscimento facciale, in Parlamento. Le opposizioni gridano allo Stato di polizia (digitale) dopo che in Commissione Politiche Ue al Senato è arrivato il primo via libera allo schema di decreto legislativo sull’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale da parte delle Forze di polizia. L’ipotesi di garantire il riconoscimento facciale ha fatto insorgere le minoranze mentre, invece, dalle parti del centrodestra ci si affanna a ribadire che le garanzie sono tutte rispettate e che tutte le norme rientrano nel diritto comunitario e, precisamente, nell’ambito dell’Ai Act Ue.
Riconoscimento facciale: è bagarre
Giulio Terzi di Sant’Agata, presidente della Commissione Politiche Ue a Palazzo Madama e senatore di Fdi, ha spiegato l’impianto normativo e di garanzia sull’utilizzo per le forze di polizia del riconoscimento facciale. “L’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale da parte delle Forze di polizia dovrà quindi avvenire in coerenza con il Regolamento europeo, nel rispetto della Costituzione, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e della Convenzione europea dei diritti dell’uomo”. E ancora. “Sono inoltre richiamati i principi di proporzionalità, non discriminazione, sorveglianza umana e trasparenza. Anche l’articolo 13 conferma la compatibilità della disciplina nazionale con il quadro europeo, prevedendo specifiche garanzie per l’utilizzo dei sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale”.
LEGGI TUTTE LE NEWS DI POLITICA
Le garanzie secondo Fdi
“L’impiego dei sistemi al di fuori dei casi previsti dalla legge comporta l’inutilizzabilità dei risultati e la loro cancellazione”, ha proseguito Terzi di Sant’Agata. Che, a proposito del riconoscimento facciale, ha concluso. “L’Italia sta quindi dando attuazione all’Artificial Intelligence Act attraverso un impianto normativo equilibrato, volto a consentire alle Forze di polizia di disporre di strumenti adeguati alle nuove sfide della sicurezza, garantendo al contempo la tutela delle libertà fondamentali dei cittadini. È questa la direzione indicata dal Governo con il decreto in esame”.
LEGGI TUTTE LE NEWS DI ATTUALITA’
Insorge l’opposizione
Per il Partito democratico, però, il decreto non rappresenta altro che “un altro mattoncino per lo Stato di Polizia che verrà”, ha affermato il senatore Filippo Sensi. Che ha rincarato la dose: “Un parere elusivo per un tema enorme come il controllo con l’intelligenza artificiale della nostra sicurezza. Criticità enormi taciute, approfondimento soffocato, commissione usata come una clava sulle libertà dei cittadini”. Estremamente critica pure Deborah Serracchiani: “Siamo assolutamente convinti che alla magistratura e alle forze dell’ordine debbano essere forniti tutti gli strumenti che consentano loro di svolgere al meglio le indagini e che garantiscano la loro stessa sicurezza. Ma con questo provvedimento, si eccede nell’uso di strumenti estremamente invasivi, come l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e i sistemi di identificazione biometrica e di riconoscimento facciale, destinati a incidere sui diritti fondamentali e sulle libertà personali dei cittadini”.
Torna alle notizie in home