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Politica

La stretta del governo per fermare l’escalation della guerriglia urbana

Il decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri introduce nuove misure contro le violenze durante le manifestazioni

di Eleonora Ciaffoloni -


La linea del governo è quella della stretta. Dopo le violenze, i saccheggi e le devastazioni che hanno riportato Milano alla guerriglia, il contrasto alla criminalità minorile e alla furia maranza entra a gamba tesa nell’agenda del Paese. L’obiettivo del governo è intervenire prima che altri episodi trasformino le piazze e le strade in un terreno di scontro. La sicurezza, da problema da affrontare con gli strumenti ordinari, viene ormai percepita come un’emergenza che richiede risposte più incisive. Sul tavolo ci sono più uomini sul territorio, procedure più rapide per individuare i responsabili e conseguenze più severe per chi partecipa alle azioni violente.

La stretta, all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri di ieri pomeriggio, guarda anche e soprattutto ai minorenni e al ruolo delle famiglie, mentre l’esecutivo Meloni lavora per impedire che la tensione salga ancora. Il primo fronte – di gestione – è quello della presenza sul territorio, soprattutto in vista di quello che potrebbe accadere nel prossimo fine settimana di proteste annunciate – anche a Roma e in altre città italiane – sulla scia delle manifestazioni milanesi. A dirlo è lo stesso Gip di Milano Fabrizio Felice: “Il rischio che possa accadere di nuovo nel breve termine è altissimo” ha detto, perché “si sono diffuse nuove convocazioni via social partite dagli account di Movimento 17 ottobre”. L’allerta resta alta.

500 militari in più e arresto in flagranza differita: gli strumenti per le forze dell’ordine

In tal senso, si prevede un rafforzamento dell’operazione “Strade sicure” con altri 500 militari, per un periodo di almeno tre mesi. Fondamentale, per il governo e per il ministro della Difesa Guido Crosetto è dare un aiuto alle forze di polizia e ai carabinieri: quindi aumentare il presidio delle aree più esposte e rendere più tempestivo l’intervento nei luoghi in cui si concentrano episodi di violenza e danneggiamento. Ma la stretta riguarda anche gli strumenti che si mettono a disposizione delle forze dell’ordine intervenire.

Tra le misure del pacchetto sicurezza vi è una specifica ipotesi aggravata di danneggiamento quando il reato viene commesso insieme ad almeno altre quattro persone. La pena può arrivare a cinque anni di reclusione, con una sanzione pecuniaria fino a 15mila euro. Per questi casi è prevista inoltre la possibilità di arresto facoltativo in flagranza. Il principio è colpire con maggiore severità le azioni di gruppo, nelle quali la partecipazione collettiva può favorire la devastazione dei beni e rendere più complessa l’identificazione dei singoli responsabili.
Tra le altre novità, l’estensione del fermo preventivo anche per “chi turba la sicurezza in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone”: una misura che varrà anche per i minorenni, ma solo se hanno compiuto 16 anni. Prevista, inoltre, l’estensione dell’arresto in flagranza differita. 

A questo si aggiunge l’arresto in flagranza differita, che permette di procedere anche dopo il fatto sulla base di immagini e documentazione video, fotografica o informatica in grado di identificare chi ha commesso il reato, entro i termini e alle condizioni previste. Telecamere di sorveglianza e filmati raccolti durante gli episodi possono così diventare strumenti decisivi per ricostruire le responsabilità anche quando gli autori riescono inizialmente a disperdersi.

Pacchetto sicurezza, divieto di aggregazioni e multe ai genitori dei minori

Nella stessa direzione va il divieto di aggregazioni. Tra gli strumenti, difatti, c’è l’intervento del questore nei confronti di gruppi di almeno cinque persone che mettano in atto comportamenti intimidatori, gravemente molesti o violenti contro persone o cose per evitare che la presenza di aggregazioni potenzialmente pericolose si trasformi in un’occasione per distruggere. Ma la risposta alle violenze giovanili non si ferma al minore che commette il reato: ora vengono chiamati in causa gli adulti che di questi sono responsabili, chiaramente nei limiti e nelle condizioni fissate dalla legge – ricordando sempre che la responsabilità penale è personale.

Ma intanto, per i genitori di minori di 14 anni coinvolti in reati di particolare gravità è prevista una sanzione amministrativa da 500 a mille euro quando non riescano a dimostrare di aver fatto quanto possibile per impedire il fatto. In caso di reiterazione, la somma può raddoppiare. Sono inoltre previsti percorsi di responsabilizzazione e sostegno alla funzione educativa attraverso i servizi sociali. La tensione sale e da Milano arriva a Roma: prevenire, presidiare e rendere più rapide le conseguenze per chi commette reati è la priorità del governo. Correre ai ripari, da un lato; tentare di evitare un’altra devastazione dall’altro, cercando di fermare l’escalation prima che sia troppo tardi.

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