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QUBÌ – San Martino: dove il vino diventa festa e tradizione

Tra vigneti, degustazioni e antichi riti, la festa di San Martino anima alcuni dei borghi europei raccontando tradizioni e sapori che si tramandano da generazioni.

di Fabiana Romanutti -

Foto di visitkras.info


La festa di San Martino è la grande festa d’autunno dell’identità agricola della Slovenia, con festeggiamenti per il vino nuovo e auspici per l’inizio dell’anno agrario in arrivo.
Fra momenti conviviali e riti tramandati, questi giorni segnano un passaggio temporale che diventa liturgia collettiva.

Di grande fama gli appuntamenti che si svolgono nel Brda/Collio sloveno a Šmartno (San Martino), la cittadina fortificata che si trasforma in una cantina e trattoria a cielo aperto. Il passaggio del mosto a vino è certificato attraverso il tradizionale rito del battesimo; le piazze del paese ospitano banchi di degustazione e punti di ristoro. Degustazioni del vino novello con ticket comprensivo di bus navetta dai parcheggi della zona.

L’8 Marcia di San Martino

Il giorno 8 novembre è in programma l’8ª Marcia di San Martino, trekking enogastronomico non competitivo di circa 13 chilometri attraverso sentieri, vigneti e borghi minori (partenza dalle 8.00 alle 9.30 dalla Klet Brda a Dobrovo). Martinovanje, la ricorrenza di san Martino, è una festa dell’accoglienza che prevede molte aperture straordinarie delle osmize locali, per assaggiare il primo Terrano (Teran), l’autoctono vino rosso accompagnato da pancetta, ossocollo e formaggi locali.

Non solo folclore

La festa non è solo folclore, ma un momento di profonda appartenenza a una terra dove il vino unisce nella convivialità. Tra le novità c’è il percorso letterario da Sežana a Tomaj, attraverso villaggi, vigneti e punti panoramici nei luoghi che collegano il luogo della nascita e quello degli ultimi giorni del poeta sloveno Srečko Kosovel a cent’anni dalla sua scomparsa (nella foto scorcio della Kosovelova Pot by visitkras.info).

Anche a Prosecco (Prosek), nell’altopiano carsico triestino, si celebra San Martino, unendo la tradizione contadina alla componente religiosa, essendo il Santo anche il Patrono della frazione. Una frittella salata con dentro un pezzetto di alice, in dialetto locale “fritola co’ l’anima”, suggella la festa.

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