IN LIBRERIA – Oltre lo schermo, la forza di Steinbeck
Dallo schermo alle pagine di un grande classico americano: La valle dell’Eden di John Steinbeck torna a far parlare di sé. Una saga familiare senza tempo, tra passioni, conflitti e interrogativi sulla natura umana.
Il successo della serie Netflix con Florence Pugh ha riportato La valle dell’Eden di John Steinbeck sotto i riflettori, attirando l’attenzione anche di chi, come me, non aveva mai letto il romanzo. E così il fenomeno tv, ci ha offerto l’occasione per tornare alle pagine di uno dei grandi classici della narrativa americana.
Pubblicato nel 1952 (ma arrivato nella mia libreria con l’edizione di Bompiani 2026), La valle dell’Eden è il romanzo della maturità di Steinbeck, una saga familiare che attraversa gli anni dalla Guerra civile alla Prima guerra mondiale e mette al centro due famiglie, gli Hamilton e i Trask.
La valle del Salinas e il mito di Caino e Abele
Da una parte Samuel Hamilton, immigrato irlandese, uomo ingegnoso e generoso; dall’altra Cyrus Trask e i suoi figli Adam e Charles, fino alla generazione successiva, rappresentata dai gemelli Aron e Caleb. Le loro vite si intrecciano nella valle del Salinas, in California, un luogo che richiama simbolicamente la terra di Nod della tradizione biblica, dove Caino trovò rifugio dopo aver ucciso Abele.
Ed è proprio il racconto biblico che ci offre la chiave di lettura dell’opera. Il conflitto tra bene e male attraversa le generazioni, ma Steinbeck evita di trasformarlo in una contrapposizione semplice.
Tra bene e male, la libertà di scegliere
I suoi personaggi sono attraversati da desideri, fragilità e contraddizioni, chiamati continuamente a scegliere chi essere. Al centro di questo universo c’è Cathy Ames, madre dei gemelli, figura enigmatica e inquietante, nella quale sembrano convivere Eva e Satana. La sua presenza diventa il simbolo di un male che non ha bisogno di manifestarsi attraverso gesti eccezionali: può insinuarsi nelle relazioni, corrodere gli affetti e lasciare conseguenze profonde.
Steinbeck costruisce così un romanzo che è insieme saga familiare e rilettura moderna del mito di Caino e Abele. Il tema dell’identità si lega a quello della libertà individuale, mentre l’amore e la mancanza d’affetto diventano forze capaci di orientare intere esistenze. La scrittura è ampia, ma non perde mai il contatto con i sentimenti dei personaggi. Ed è proprio questa attenzione all’animo umano a rendere la storia ancora vicina al lettore.
La valle dell’Eden non è solo il racconto di una famiglia, ma una riflessione sulle possibilità dell’uomo e sulla responsabilità delle proprie scelte. Un classico che la nuova attenzione televisiva ha riportato alla ribalta, ma che trova nelle pagine di Steinbeck tutta la sua forza.
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