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Cronaca

Muore il fisico Cervellati travolto da un monopattino a Roma

L'86enne ricercatore investito si una pista ciclabile a Roma, caccia al pirata della strada

di Giorgio Brescia -


Muore a Roma a 86 anni il fisico Roberto Cervellati, travolto da un monopattino. Caccia al pirata della strada che è fuggito senza prestargli soccorso. Il dramma riapre lo scontro sulle questioni normativo-operative tuttora irrisolte della micromobilità.

La morte di Cervellati

Camminava lungo la pista ciclabile di viale Angelico, nel quartiere Prati a Roma, nel primo pomeriggio di venerdì scorso. Un tragitto abituale per Roberto Cervellati, 86 anni, stimato fisico ed ex ricercatore dell’Enea – noto per aver guidato storiche spedizioni scientifiche italiane in Antartide.

Travolto in pieno da un monopattino elettrico all’altezza del civico 70, l’anziano è finito rovinosamente a terra riportando traumi severi. Trasportato d’urgenza al Policlinico Gemelli, il suo cuore ha smesso di battere il giorno successivo.

A rendere ancor più drammatica la vicenda, la condotta del conducente del mezzo a due ruote. Dopo l’impatto, la persona alla guida si è data immediatamente alla fuga, facendo perdere le proprie tracce senza prestare alcun soccorso.

Gli agenti del I Gruppo Prati della Polizia Locale di Roma Capitale ora analizzano le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e ascoltano i testimoni per risalire all’identità dell’investitore.

La stretta del nuovo Codice della Strada

L’ennesima vittima della strada riporta in primo piano la sicurezza della micromobilità elettrica nelle città italiane.

Tra i principali obblighi vigenti, il casco obbligatorio per tutti, superando la precedente limitazione ai soli minorenni. E poi il contrassegno identificativo, un bollino adesivo, plastificato e non rimovibile stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Oltre all’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, resa obbligatoria anche per i mezzi di proprietà privata.

Le questioni tuttora irrisolte

Nonostante il severo giro di vite legislativo, la tragedia di viale Angelico evidenzia come il settore continui a fare i conti con nodi critici e vuoti operativi ancora aperti.

Pesa la mancanza di una capillare operatività del sistema di targatura sui monopattini privati, con un registro accessibile in tempo reale alle forze dell’ordine.

In più, vige la convivenza negli spazi promiscui. Le piste ciclabili e le corsie riservate vedono la compresenza di pedoni, biciclette tradizionali e mezzi elettrici capaci di accelerazioni immediate.

Per le persone anziane o fragili, l’impatto con un veicolo di 15-20 kg lanciato anche solo a 20 km/h può rivelarsi letale.

Infine, l’applicazione pratica dei decreti attuativi sull’emissione delle targhe e sulla stipula delle polizze private ha subito rallentamenti burocratici e incertezze sui costi. Molti mezzi in circolazione rimangono tuttora sprovvisti di identificativo e di copertura assicurativa terzi. E lasciano le vittime e le loro famiglie prive di tutele immediate.

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