La Sicilia in fiamme. Vigile del fuoco muore a San Cataldo
Mentre Monreale brucia, la Sicilia piange il vigile del fuoco morto a San Cataldo durante un intervento contro le fiamme.
Le montagne di Monreale in Sicilia sono avvolte da un vasto fronte di incendi che continua a impegnare le squadre di emergenza. Le fiamme hanno colpito il Bosco di Casaboli e avanzano verso Pioppo, San Martino delle Scale e Villaggio Montano. Il fuoco procede in aree impervie, favorito da caldo estremo, scirocco e vegetazione secca. Le autorità definiscono questo fronte uno dei più complessi della provincia di Palermo.
Interventi in corso
Le operazioni di spegnimento proseguono senza sosta. I Vigili del Fuoco lavorano con squadre a terra impegnate a contenere le fiamme sui versanti più ripidi. In quota operano canadair ed elicotteri con lanci continui d’acqua sui punti più critici. Alcune famiglie sono state evacuate in via precauzionale nelle aree più esposte. La SS186 risulta chiusa in vari tratti per la presenza di fumo e fiamme vicine alla carreggiata. Segnalati blackout locali in più zone della Sicilia, causati dal calore che ha danneggiato linee elettriche.
Aree colpite e danni
Il Bosco di Casaboli appare gravemente compromesso, con ettari di macchia mediterranea distrutti. Le fiamme hanno raggiunto zone vicine ad abitazioni, attività agricole e un distributore di carburante. Le autorità presidiano l’area per evitare ulteriori rischi. Roghi attivi sono stati registrati anche tra Borgetto, Partinico, Sagana e Carini, con danni a strutture rurali e animali.
La tragedia di San Cataldo
Nelle stesse ore la Sicilia affronta un’altra emergenza. A San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, un Vigile del Fuoco è morto durante le operazioni di spegnimento di un vasto incendio. La vittima è Alessandro Marchì, 59 anni, caporeparto del comando provinciale. L’uomo ha avuto un malore improvviso mentre era impegnato sul fronte del fuoco ed è deceduto poco dopo il ricovero. Un secondo operatore è stato colpito da malore e trasferito in ospedale. La notizia ha generato profondo cordoglio nelle istituzioni e nel corpo dei vigili del fuoco.
Cause e fattori che alimentano i roghi
Le condizioni meteo estreme in Sicilia restano il principale acceleratore. Il vento di scirocco e le temperature oltre i 40 gradi favoriscono una propagazione rapida. La matrice dolosa non viene esclusa, ma al momento non ci sono indagini concluse. La Regione chiede un rafforzamento dei presidi nelle giornate da bollino rosso per contenere nuovi possibili inneschi.
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