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Politica

Social e minori: linea Ue-Italia, la sfida di Mara Carfagna

La tutela dei minori online una priorità assoluta per la segretaria di Noi Moderati

di Angelo Vitale -


Social e minori: per anni, un mondo digitale “terra di nessuno”, un Far West. Quel tempo è finito. La linea di confine, tracciata chiaramente tra Bruxelles e Roma.

La protezione dei minori online

Un’urgenza di civiltà che richiede regole ferree e una responsabilità condivisa, soprattutto da parte dei giganti del web. Il cambio di passo, con l’annuncio della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen: dopo l’estate, una proposta per fissare a 13 anni la soglia minima per l’accesso ai social media.

Una risposta a esigenze precise

Niente schermi sotto i tre anni, tra i 3 e i 12 anni accesso limitato e supervisionato, dai 13 anni una graduale autonomia, ma solo su servizi sicuri. Mon sono più le famiglie a dover rincorrere i danni, ma le aziende a dover dimostrare, a monte, che i loro servizi sono sicuri.

Netto, in Italia, l’impegno di Mara Carfagna

“È un’emergenza di salute pubblica”. In questo scenario, non restiamo a guardare. Il Parlamento segue con decisione la scia di Bruxelles. Per la segretaria di Noi Moderati, una priorità assoluta: “È necessario che chi ha responsabilità politiche e istituzionali se ne occupi”.

I dati europei

I dati confermano timori di lunga data: “Dal rapporto sulla sicurezza dei minori online emergono evidenze sul nesso tra un’esposizione precoce e prolungata alla navigazione in rete senza regole e una vasta gamma di disturbi emotivi, sociali e psicofisici che colpiscono i più giovani”. Perciò, servono norme concrete. Con un realismo normativo che ricalca i suggerimenti Ue.

La segretaria di Noi Moderati sottolinea infatti “il suggerimento di adottare un approccio graduale e non un divieto tout court all’accesso ai social per i minori, che sarebbe difficile da applicare e che rischierebbe di non raggiungere l’obiettivo”.

Cosa afferma la proposta di legge depositata in Parlamento?

Punta a regolamentare l’accesso agli over 13, mettendo al centro il ruolo delle istituzioni educative e “affermando il dovere delle piattaforme di rispettare il modo in cui le famiglie e le scuole decidono di educare i ragazzi”.

Un richiamo alla responsabilità delle Big Tech, che troppo spesso hanno ignorato il patto educativo tra genitori e figli. Non è solo questione di contenuti, ma di come le piattaforme sono costruite.

“C’è un tema di dipendenza indotta che riguarda tutti, anche gli adulti” avverte Carfagna, spiegando che “ormai è provato che le piattaforme sono disegnate con algoritmi progettati per tenere incollati per ore dinanzi agli schermi sia i bambini che i più grandi”. Non un semplice allarme sociologico.

Per lei, la vulnerabilità dei minori in fase di sviluppo rende questo tema ancora più urgente.

Linea unitaria Bruxelles – Italia

Il messaggio che arriva da Bruxelles e che l’Italia fa suo, univoco: il benessere dei minori deve prevalere sui profitti generati dall’economia dell’attenzione.

La politica italiana, seguendo l’esempio europeo, è pronta a passare dalle parole ai fatti, imponendo regole chiare a un mondo digitale per troppo tempo cresciuto senza assumersi le proprie responsabilità.

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