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Economia

Sorpresa: l’Italia del turismo supera anche la Spagna

L'analisi Confturismo, l'orgoglio del ministro Mazzi: la stagione parte sotto (ottimi) auspici

di Cristiana Flaminio -


Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, sarà una grande stagione per il turismo: l’Italia, per la prima volta, ha addirittura scalzato la Spagna in cima alle preferenze (o ai sogni, che poi è la stessa cosa) dei cittadini europei. Il segnale è naturalmente entusiasmante e restituisce la ritrovata, anzi rafforzata, vocazione turistica di quello che, non a caso e né per retorica, si chiama Bel Paese.

Turismo: i dati sull’Italia (e sulla Spagna)

I numeri che fanno sognare gli operatori turistici (e non solo loro) sono emersi nell’ambito di un’inchiesta realizzata da Confturismo-Confcommercio in collaborazione con Swg & Polling Europe. I dati parlano da sé. L’attrattività, per l’Italia, è un primato su scala continentale che viene riconosciuto al nostro Paese proprio dai cugini di tutta Europa. A cominciare dagli spagnoli che, più di tutti gli altri, sognano una vacanza italiana. In generale, sulla media continentale, più di un cittadino europeo su due indica l’Italia quale meta preferita per le prossime vacanze estive. Siamo al 54 per cento del campione. E, soprattutto, siamo davanti alla Spagna, il cui gradimento resta elevatissimo al 51%. Segue, sull’ultimo gradino del podio, l’inossidabile Grecia che conquista le simpatie del 46% degli intervistati. Poi, a seguire, gli altri. A cominciare dalla Francia (41%), proseguendo poi con la Croazia (34%) per arrivare, quindi, al Regno Unito (30%). Tra Spagna e Italia, però, non c’è nessuna rivalità.

Cosa cercano gli europei da noi?

E, anzi, sono proprio gli spagnoli quelli che, più di tutti in Europa, sognano le vacanze da noi. Il gradimento, infatti, è al 61 per cento. Addirittura superiore a quello espresso dai polacchi (60%) letteralmente impazziti per l’Italia anche grazie al successo di diverse serie tv, tra cui Felicità che è ambientata in Puglia. Ma cosa sperano di trovare, qui da noi, i turisti europei? Innanzitutto arte e cultura dato che in vetta alle attrazioni più desiderate ci sono le grandi città storiche (46%), ma anche i musei e i siti archeologici (31%). Inoltre rappresenta una fonte di curiosità e naturalmente di interesse la possibilità di immergersi nel patrimonio enogastronomico nazionale. Quello, ricchissimo, variegato e multiforme, che ha fatto conquistare alla nostra cucina l’ambito riconoscimento dell’Unesco a patrimonio dell’umanità.

Non solo arte e cultura

Il gusto e i piccoli borghi vanno a braccetto e calamitano l’attenzione del 28% e del 27% degli intervistati. E poi l’apprezzamento per l’ospitalità italiana, le cui strutture ricettive sono, in termini di gradimento, le seconde in tutta Europa. Infine, e questo è un altro tema già importante ma che nel futuro lo diventerà ancora di più, c’è tutto il capitolo legato allo slow-tourism. In pratica, il turismo dei cammini. Magari immersi nella natura. Bramati e desiderati dal 22% degli europei. In definitiva, la conclusione della ricerca riferisce che, nell’immaginario condiviso sul turismo dei cittadini europei, “l’Italia è considerata il posto più interessante da visitare, la Spagna il posto con il miglior clima, la Grecia il più autentico”. Non è per niente male, anzi. E fa nulla se la movida e lo shopping non sono in cima ai desideri dei turisti che arrivano da noi. C’è pure da comprenderli: si viene in Italia per passeggiare, immergersi nella storia e nei sapori e profumi non a fare sport.

L’orgoglio del ministro Mazzi

L’analisi di Confturismo apre, dunque, la stagione turistica nazionale sotto i migliori auspici. E il ministro al Turismo, Gianmarco Mazzi, non può che gonfiare il petto d’orgoglio. “Con il 54% di preferenze – ha affermato Mazzi – l’Italia è la meta più desiderata d’Europa. Un primato che conferma il potere attrattivo del nostro Paese e il valore di chi s’impegna ogni giorno per renderlo vivo”. Adesso, però, non ci si deve cullare sugli allori. Anzi. “Dobbiamo saper cogliere questo segnale e continuare a far crescere il turismo, così strategico per l’economia italiana, offrendo ai viaggiatori esperienze sempre più innovative ed entusiasmanti”, ha concluso il ministro invitando il comparto a dare (e fare) ancora di più. Se il turismo è una colonna portante dell’economia italiana è necessario lavorare a renderla sempre più forte. Lo stesso ministro Mazzi, al Forum Masseria 2026, aveva snocciolato le cifre 2024. “Il turismo ha contribuito in Italia nel 2026 al Pil italiano per 237 miliardi e 400 milioni: 9 miliardi in più rispetto al 2024, ed è ancora in crescita”. Ecco. E questa non è una promessa ma, semmai, una necessità per un Paese come l’Italia.


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