Sovranità digitale, l’Europa al bivio della rivoluzione tecnologica
Alla SIOI di Roma, scienziati, diplomatici e industria si confrontano su data center, quantum computing e intelligenza artificiale. Pansa (Sparkle): «Leadership tecnologica e visione diplomatica devono procedere nella stessa direzione». Sessa (SIOI): «Una sfida epocale che richiede visione e nuova consapevolezza etica»
ROMA — Il futuro non è più una promessa lontana, ma una realtà che bussa alle porte di Stati, imprese e cittadini. Con questa consapevolezza la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) ha riunito mercoledì 29 aprile, nella storica sede di Piazza di San Marco 51, alcune tra le voci più autorevoli del mondo accademico, industriale e diplomatico per il convegno “Il futuro già presente: tecnologie trasformative e sovranità digitale. Data Center e Quantum Revolution, nuove sfide per Italia e Europa”.
Un appuntamento che si è proposto di offrire alla futura classe dirigente del Paese, e in particolare ai diplomatici di domani, le chiavi di lettura per comprendere — e governare — una rivoluzione che è insieme tecnologica, geopolitica, economica e culturale. Sicurezza delle infrastrutture, protezione dei dati e delle comunicazioni, leadership industriale e scientifica, ruolo cruciale della diplomazia: sono alcuni dei nodi al centro del dibattito, in un’epoca in cui la competizione per la supremazia tecnologica si intreccia con la ricerca di autonomia strategica e la governance globale fatica a tenere il passo dell’innovazione.
I relatori: da CINECA al MAECI, il panel della sovranità digitale
Ad aprire i lavori, dopo i saluti del presidente della SIOI, l’ambasciatore Riccardo Sessa, l’introduzione del prefetto Alessandro Pansa, presidente di Sparkle, sotto la moderazione di Flavia Giacobbe, direttore di Formiche e Airpress. Due i panel in programma. Il primo ha visto protagonisti Francesco Ubertini, professore e presidente del Consorzio Interuniversitario Nord Est Calcolo Automatico (CINECA), in videocollegamento, accanto a Marco Emanuele, senior researcher della SIOI, esponente dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (PAM) ed editor di The Global Eye. Il secondo panel ha riunito Tommaso Calarco, professore di Fisica e Astronomia all’Università di Bologna e tra i massimi esperti europei di tecnologie quantistiche, anch’egli collegato da remoto, e Diego Brasioli, vice direttore generale della DGCT e direttore centrale per la diplomazia cibernetica e l’innovazione tecnologica del MAECI.
Quantum computing, crittografia post-quantistica e intelligenza artificiale i tre fronti su cui si gioca, oggi, la partita della sovranità digitale europea: nuovi fattori di produzione che entrano nella vita dei popoli e ne condizionano rapporti, sicurezza e dinamiche sociali. E che impongono ai decisori pubblici un cambio di passo culturale prima ancora che politico. L’obiettivo, hanno ribadito gli organizzatori, è chiaro: comprendere la rivoluzione in atto al fine di governarla, non già di subirla.
«La sovranità digitale è una delle sfide del nostro tempo», ha affermato il prefetto Alessandro Pansa, presidente di Sparkle. «In uno scenario internazionale in rapida evoluzione, infrastrutture digitali sicure e affidabili sono essenziali per salvaguardare l’autonomia strategica e sostenere la stabilità internazionale. Sono convinto», ha aggiunto, «che leadership tecnologica e visione diplomatica debbano procedere nella stessa direzione». Una linea che riflette l’impegno di Sparkle nella costruzione di reti e data center capaci di garantire all’Italia un ruolo da protagonista nell’arena digitale globale.
Dalla Farnesina alla ricerca quantistica: il contributo italiano
Sul versante diplomatico, l’intervento di Diego Brasioli ha messo in luce il nuovo perimetro della politica estera italiana, dalla cybersecurity alla governance multilaterale delle tecnologie emergenti. La Farnesina, attraverso la direzione centrale dedicata, ha rafforzato negli ultimi anni la propria capacità di azione sui dossier che incrociano innovazione, sicurezza e cooperazione internazionale. Sul fronte scientifico, Tommaso Calarco ha richiamato l’urgenza di consolidare l’ecosistema europeo della ricerca quantistica, in cui l’Italia gioca un ruolo riconosciuto a livello internazionale, mentre Francesco Ubertini ha illustrato il contributo del CINECA — uno dei principali centri di supercalcolo al mondo — alla competitività tecnologica del Paese, dalla ricerca di base alle applicazioni industriali, fino al supporto alle infrastrutture di intelligenza artificiale. A completare il quadro, l’analisi di Marco Emanuele sul nesso tra complessità geopolitica e trasformazione digitale.
Il convegno si inserisce in un ciclo di approfondimenti avviato l’11 marzo con l’incontro “La sfida della complessità tra nuova globalizzazione e intelligenza artificiale”, e conferma l’impegno della SIOI nel promuovere un dialogo multidisciplinare sulle frontiere della trasformazione digitale, contribuendo alla formazione di una cultura della responsabilità tecnologica.
«L’avvento delle tecnologie trasformative», ha concluso l’ambasciatore Riccardo Sessa, presidente della SIOI, «rappresenta una sfida epocale che richiede visione, cooperazione ed una rinnovata consapevolezza etica. Dobbiamo saper governare il cambiamento tecnologico affinché diventi strumento di progresso condiviso, frontiera di competizione per i sistemi-Paese e non di nuove disuguaglianze». Una sintesi che indica la rotta: l’Italia e l’Europa sono chiamate non a inseguire, ma a guidare la rivoluzione del futuro già presente.
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