Spread a 85, rendimento al top dal 2023: cosa (non) succede adesso
Le fibrillazioni dei mercati spingono verso l'alto anche il rendimento Btp. Che restano più bassi degli Oat francesi
Una brutta giornata per le borse, anche in Italia: lo spread torna a 85 punti, così come non accadeva dal 2023. Tre punti in una sola giornata dal momento che la seduta a Milano s’era aperta col differenziale tra Bund e Btp a 82. I dati parlano chiaro: il rendimento dei bond italiani sale al 4,29 per cento. Sono undici punti. C’è ben poco, però, da fasciarsi la testa. Non è l’Italia sotto scacco. Non siamo tornati ai tempi famelici dei mercati che decidevano, con la complicità delle casse di risonanza politiche, chi era legittimato a stare al governo. È una questione che sta coinvolgendo, letteralmente, tutti i Paesi. Almeno quelli occidentali.
Spread a 85, cosa (non) succede ora
I numeri ci vengono in soccorso. Lo spread è passato a 85 punti e lo sappiamo che s’è impennato pure il rendimento. Ma agli altri non è che stia andando chissà quanto meglio. E no, non c’entra la massima del mal comune mezzo gaudio. Il rendimento dei bund tedeschi è arrivato al 3,44% ed è salito di ben 7,6 punti in una giornata. Quello degli Oat francesi, invece, è aumentato di 10,9 punti (solo un decimo in meno) ma il rendimento, in termini assoluti, rimane più alto di quello dei Btp italiani al 4,34 per cento.
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Perché i mercati sono in fibrillazione
Il petrolio è salito a più di cento dollari al barile. Domani la Bce imporrà l’ennesima razione della cura da cavallo (sballata) all’Europa: i tassi saliranno al 2,5% e, a quanto pare, potrebbe esserci un nuovo rialzo già a dicembre. C’è, poi, la questione dei Treasury americani che hanno raggiunto un rendimento del 5% e sono da un po’ sotto pressione. Insomma. È un potpourri di concause. Da cui si evince che l’Italia, nonostante tutto, regge.
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