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Scienza

Sulle tracce della foca monaca: il progetto di Milano Bicocca con il crowdfunding

di Redazione -


(LaPresse)L’obiettivo: cercarne il Dna nella scia dei traghetti di linea che solcano il Mediterraneo centro-occidentale 

Una squadra di ricercatrici sulle tracce della foca monaca per ricostruire il passaggio dell’unico pinnipede del Mediterraneo. Ecco l’obiettivo di ‘Foca non Foca‘, il progetto nato nell’ambito del programma di crowdfunding dell’Università di Milano-Bicocca, BiUniCrowd.

A partire dalla seconda metà del ventesimo secolo, da abitante abituale di spiagge e grotte, la foca monaca del Mediterraneo è diventata sempre più rara a causa del deterioramento degli habitat e del bycatch, il fenomeno della cattura involontaria. Negli ultimi trent’anni, gli sforzi per la conservazione di questo carismatico mammifero marino hanno contribuito all’incremento del loro numero, soprattutto nel Mar Egeo.

“La foca monaca del Mediterraneo – spiega la team leader Elena Valsecchi, ricercatrice del Dipartimento di Scienze dell’ambiente e della Terra – resta una specie vulnerabile, da proteggere e conoscere sempre meglio; in quest’ottica è importante ampliare l’area geografica di screening. Abbiamo già analizzato oltre 600 campioni ma ne restano quasi 400, ancora da processare: raccolti in alto mare sui traghetti dall’Adriatico a Gibilterra, nell’ambito del progetto europeo ‘Life-Conceptu Maris che ci ha visto coinvolti negli ultimi quattro anni, sono custoditi nella nostra banca di DNA ambientale marino, la prima e più grande del Mediterraneo. ‘Foca non Foca’ vuole analizzarli tutti”. 

Il metodo di campionamento prevede il prelievo di acqua marina dalla sala macchine di traghetti commerciali in corrispondenza di coordinate precise; l’acqua viene poi filtrata attraverso un sistema ingegnoso che consente di ottenere i filtri contenenti DNA. Dopo il periodo trascorso in mare, arriva il momento di tornare nel laboratorio del MaRHE Center dell’Università di Milano-Bicocca, dove inizia il processo di estrazione e analisi del Dna. 

Tutti gli organismi rilasciano nell’ambiente del materiale genetico tramite il respiro, le feci, la pelle o il pelo. “Nel caso della nostra ricerca – prosegue la ricercatrice Elena Valsecchi – abbiamo messo a punto uno specifico set di primer che funziona come un faro: riconosce un punto preciso all’interno del DNA e si accende solo se trova la sequenza della specie target. Come segugi molecolari, riusciamo così ad individuare una traccia genetica del passaggio di una foca monaca in prossimità del punto di raccolta del campione”.

Il progetto cerca sostegno grazie alla raccolta fondi che si avvale dell’aiuto di Ideaginger.it. Il primo obiettivo è raggiungere 7.900 euro, necessari per processare i campioni già raccolti, conservati in laboratorio e in attesa di essere analizzati. Ogni donazione vale doppio: raggiunto il 50% dell’obiettivo, il restante 50% verrà aggiunto dall’Università di Milano-Bicocca che ha deciso di sostenere il progetto. 

Terminata l’analisi dei campioni, i finanziatori saranno ufficialmente invitati all’aperifoca in zona Bicocca. Sarà l’occasione di condividere i risultati e ringraziare i sostenitori con la consegna di vari gadget e premi, tra cui la possibilità di visitare i laboratori. 

Un team tutto al femminile. Elena Valsecchi, ecologa molecolare, ricercatrice e docente dell’Università di Milano-Bicocca, è founder e referente del progetto. Insieme a lei, Graziella Pupillo, dottoranda in Marine Sciences, Technologies and Management (Mtm) presso l’Università di Milano-Bicocca, ricopre il ruolo di responsabile operativa. Silvia Raimondo, Alice Massi e Gaia Cavallaro sono laureate in Marine Sciences in Bicocca e si occupano dell’ideazione, creazione e divulgazione dei contenuti. Infine, Celeste Scalera è referente grafica per il team e studia Communication Design presso lo IED di Milano.


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