Svolta alimentare negli USA: stop all’autocertificazione delle aziende alimentari
Lo Stato riprende il controllo preventivo sul valore nutrizionale attraverso le aziende alimentari
DALLA NOSTRA INVIATA
Il Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha annunciato lunedì una serie di storiche riforme per la sicurezza alimentare e iniziative sulla salute dei bambini nell’ambito dell’agenda Make America Healthy Again (MAHA).
Il Dipartimento della Salute degli Stati Uniti, sotto la guida di Kennedy Jr., ha ufficialmente aperto un nuovo fronte nella battaglia per la sicurezza alimentare, prendendo di mira una delle scappatoie legali più controverse e longeve dell’industria alimentare americana.
Aziende alimentari: il meccanismo burocratico
Si tratta del cosiddetto “Loophole GRAS” (Generally Recognized as Safe), un meccanismo burocratico che per decenni ha permesso alle multinazionali del cibo di introdurre sul mercato migliaia di additivi, conservanti e coloranti chimici senza alcuna autorizzazione preventiva da parte delle autorità sanitarie.
Il sistema normativo statunitense consente infatti una sorta di regime di favore basato sull’autocertificazione: se un’azienda ritiene, sulla base del parere dei propri esperti, che una determinata sostanza sia “generalmente riconosciuta come sicura”, può semplicemente iniziare a utilizzarla nei prodotti di largo consumo.
Con questo sistema un’enorme quantità di ingredienti industriali finisce nei piatti dei consumatori all’insaputa della stessa Food and Drug Administration (FDA), che spesso non dispone nemmeno dei dati scientifici per valutarne i potenziali rischi a lungo termine.
I possibili cambiamenti
Dopo questa proposta di legge, potrebbe diventare tassativo notificare formalmente alla FDA ogni singola sostanza chimica che si intende catalogare come sicura, ma soprattutto le aziende dovranno depositare e argomentare dettagliatamente le basi scientifiche che ne giustificano l’impiego.
L’agenzia federale potrà quindi bloccare o respingere l’uso di additivi sospetti prima ancora che i prodotti vengano distribuiti nei supermercati.
Il Dipartimento della Salute, in stretta collaborazione con il Dipartimento dell’Agricoltura guidato da Brooke Rollins, ha fatto un ulteriore passo avanti sottoponendo alla revisione finale prima dell’ufficializzazione, la primissima definizione federale di “alimenti ultra-processati”.
Secondo quanto dichiarato da Kennedy Jr., identificare chiaramente e a livello governativo cosa sia un alimento ultra-processato permetterà di tracciare con precisione scientifica i prodotti responsabili dell’impennata di malattie croniche negli Stati Uniti e di avviare campagne di educazione e restrizione mirate.
Quasi il 60% della dieta americana è composta da alimenti altamente trasformati.
I dati
“L’obesità ora colpisce più di un bambino americano su 5, oltre il 70% degli adulti statunitensi è sovrappeso e i costi sono spirituali, fisici e finanziari”, ha dichiarato Kennedy, sottolineando inoltre che l’America spende trilioni per l’assistenza sanitaria ma che nonostante questo rimane il Paese più malato del mondo.
“Il 90% delle spese mediche è destinato a persone con malattie croniche e disturbi mentali”, ha sottolineato il segretario dell’HHS, il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti.
Kennedy ha identificato il cibo come l’arma più potente che abbiamo nel nostro arsenale.
“I genitori non dovrebbero aver bisogno di una laurea in chimica per capire cosa mangiano i loro figli. Gli americani hanno diritto alla trasparenza, meritano del cibo vero”.
L’obiettivo dichiarato dalla Segretaria all’Agricoltura Brooke Rollins e da Robert F. Kennedy Jr., e’ rimettere il cibo vero al centro della salute pubblica, abbandonando i vecchi e complessi modelli, come la piramide alimentare tradizionale.
Le linee guida per le aziende
Ecco i pilastri fondamentali delle linee guida: dare priorità alle proteine ad ogni pasto, consumare latticini interi senza zuccheri aggiunti, mangiare verdure e frutta durante la giornata, incorporare grassi sani provenienti da cibo integrale (whole food, ossia un alimento a ingrediente unico, nel suo stato naturale e non manipolato dall’industria) come carne, frutti di mare, uova, frutta secca, semi, olive e avocado, concentrarsi sui cereali integrali riducendo drasticamente i carboidrati raffinati.
Limitare alimenti altamente processati, zuccheri aggiunti e additivi artificiali, mangiare una giusta quantità di cibo in base all’età, al sesso al peso e al livello di attività fisica che si svolge durante l’arco del giorno; scegliere acqua e bevande non zuccherate per favorire l’idratazione e limitare il consumo di alcol per una salute complessivamente migliore.
La preoccupazione dei produttori
I gruppi commerciali che rappresentano i produttori di snack e bevande hanno già espresso forte preoccupazione sul fatto che queste regole possano far impennare i prezzi dei prodotti alimentari nei supermercati.
La verità è che l’introduzione della prima definizione federale di alimento ultra-processato, combinata all’obbligo per le aziende di svelare i propri segreti chimici alla FDA, priva finalmente i colossi del cibo industriale di quelle zone d’ombra in cui hanno prosperato per tutti questi anni.
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