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Cronaca

Tarvisio, tragedia sul Lussari

Simone De Cillia, snowboarder e fotografo tarvisiano, è morto a 33 anni travolto da una valanga sul Lussari

di Marzio Amoroso -


Una valanga a Tarvisio ha interrotto bruscamente la vita di Simone De Cillia, 33 anni, maestro di snowboard, fotografo e volto molto conosciuto nella comunità del Tarvisiano. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo in un territorio che vive di montagna e che della montagna conosce bene fascino e rischi.

Un professionista della neve e dell’immagine

Simone non era soltanto un istruttore esperto, era un narratore della montagna. Con la tavola ai piedi o con la macchina fotografica in mano, raccontava il Tarvisiano attraverso immagini dinamiche, pulite, autentiche. Gestiva un noleggio di sci e biciclette accanto all’albergo di famiglia e collaborava con realtà sportive e turistiche locali. La sua presenza online era seguita e apprezzata, soprattutto per la capacità di trasformare ogni uscita in un racconto visivo.

L’incidente sul Lussari

Una valanga a Tarvisio si è staccata nel pomeriggio del 4 febbraio 2026, in un’area boschiva tra Monte Lussari, Monte Prasnig e Monte Santo, a circa 1.600 metri di quota. Simone stava effettuando una discesa fuoripista, una pratica che conosceva bene e che affrontava con competenza. La massa nevosa, però, si è mossa all’improvviso travolgendolo.

Gli amici che erano con lui lo hanno raggiunto immediatamente, liberandolo dalla neve e iniziando le prime manovre di soccorso. Le condizioni meteo hanno impedito l’intervento dell’elicottero, costringendo i tecnici a risalire con gli impianti. Nonostante gli sforzi, i gravissimi traumi riportati non gli hanno lasciato scampo, è morto nella notte all’ospedale di Udine.

Una comunità ferita

La notizia ha scosso profondamente Tarvisio. Simone era considerato un punto di riferimento per chi vive la montagna con passione e rispetto. Il suo modo di raccontare il territorio aveva contribuito a valorizzarlo, rendendolo riconoscibile anche oltre i confini regionali. In molti ricordano la sua energia, la sua creatività e la sua capacità di trasformare ogni giornata sulla neve in un’esperienza condivisa. La sua ultima storia pubblicata sui social, pochi minuti prima della tragedia, mostrava ancora una volta il suo legame con la montagna.


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