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Tecnologia

Tea tra presente e futuro, Stati Generali della ricerca italiana

Un momento di confronto, dedicato al ruolo delle Tecnologie di Evoluzione Assistita nella agricoltura 

di Marco Montini -


Un momento di confronto importante, dedicato al ruolo delle Tecnologie di Evoluzione Assistita per il presente e il futuro dell’agricoltura in Italia e in Europa, tra opportunità, limiti e prospettive applicative. Su questo binario martedì, presso la Sala degli Atti Parlamentari – Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” sono andati in scena gli Stati Generali della ricerca italiana sulle Tecniche di Evoluzione Assistita.

L’iniziativa, promossa dal senatore di maggioranza Luca De Carlo, ha vissuto la presenza di autorevoli esponenti del mondo delle istituzioni, della ricerca, dell’università e del sistema produttivo per approfondire il contributo delle Tea alla sostenibilità e alla competitività delle produzioni Made in Italy: tra gli altri, Concetta Licciardello, Primo Ricercatore Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria (CREA); Mario Pezzotti, Professore Ordinario di Genetica Agraria – Università di Verona; Vittoria Brambilla, Professore di Botanica Generale – Università degli Studi di Milano; e Giuseppe Carli, Presidente Assosementi. Tanti i temi al centro del convegno: dall’applicazione delle TEA in viticoltura sostenibile all’impegno nazionale per l’innovazione in agricoltura, passando per il ruolo delle imprese sementiere nello sviluppo del settore.

Particolare attenzione è stata rivolta anche al contesto normativo europeo, con un focus sul nuovo quadro regolatorio e sulle relative misure di attuazione. A fare il riassunto della giornata di confronto, ci ha pensato Luca de Carlo, esponente di Fratelli d’Italia e Presidente della Nona Commissione Permanente Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura e produzione agroalimentare: “In Senato, agli Stati Generali della ricerca italiana sulle Tecniche di Evoluzione Assistita, abbiamo ribadito una linea chiara: l’agricoltura italiana non può scegliere tra tradizione e innovazione. Il nostro agroalimentare è copiato in tutto il mondo, vale oltre 120 miliardi e può contare sul record di prodotti Dop e Igp. Ma questi risultati esistono perché nel tempo abbiamo saputo evolverci, migliorare, studiare, innovare.

Le Tea – ha sottolineato il senatore meloniano sui social network – rappresentano una grande occasione per rendere le coltivazioni più resistenti, sostenere la ricerca e dare strumenti concreti ai nostri agricoltori. Abbiamo portato avanti questa battaglia anche quando sembrava difficile, anche davanti ai boicottaggi e all’ideologia di chi preferisce bloccare invece di capire. Oggi possiamo dirlo: abbiamo squarciato un muro con l’arma della conoscenza”. Poi il senatore Di Carlo ha guardato con ottimismo al futuro del settore: “C’è ancora strada da fare, ma la direzione è quella giusta: meno ideologia, più ricerca, più innovazione, più futuro per l’agricoltura italiana”. Insomma, le Tecnologie di Evoluzione Assistita stanno tenendo mediatamente e politicamente banco nel nostro paese. E pure nell’Unione Europea: è appena di qualche giorno fa, infatti, l’adozione da parte del Consiglio Ue di alcune norme relative alle nuove tecniche genomiche (Ngt), con l’obiettivo di contribuire a definire un quadro regolatorio più chiaro per il comparto agroalimentare nel Vecchio Continente. Norme che ora andranno alla attenzione del Parlamento europeo per la formale approvazione del regolamento. 


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