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Torino

Terre Alte, da Terra Madre la sfida di Slow Food per riportare la montagna al centro

di Redazione -


Il Piemonte, a cominciare dal suo stesso nome, è una regione in cui la montagna rappresenta una componente fondamentale dell’economia, della storia, delle tradizioni e dell’identità del territorio. Alpi, vallate, pascoli e borghi non sono soltanto paesaggio, ma luoghi nei quali si sono sviluppati nei secoli produzioni agricole, mestieri, culture e comunità. Ed è proprio da Torino e da Terra Madre Salone del Gusto 2026 che Slow Food Italia rilancia la sfida per restituire centralità alle cosiddette Terre Alte.

Da ottobre prenderanno il via due iniziative: la campagna nazionale “Terre AltRe. Riabitare e resistere” e la Scuola di Terre Alte, dedicata in particolare alle nuove generazioni.

L’obiettivo è contrastare la marginalizzazione delle aree montane e collinari, valorizzando chi continua a vivere e lavorare in questi territori. Pastori, agricoltori, castanicoltori e allevatori non producono soltanto alimenti: contribuiscono alla tutela della biodiversità, alla manutenzione di boschi e pascoli, alla prevenzione del dissesto idrogeologico e alla conservazione del paesaggio.

«Se vogliamo che le Terre Alte tornino a essere abitate, dobbiamo mettere le persone nelle condizioni di poterci vivere e lavorare», sottolinea il vicepresidente di Slow Food Italia Federico Varazi, evidenziando la necessità di rendere contemporanei i mestieri tradizionali attraverso innovazione, nuove tecnologie e opportunità economiche.

La campagna “Terre AltRe” partirà il 16 ottobre, Giornata mondiale dell’alimentazione, coinvolgendo per oltre un mese la rete Slow Food italiana. Sono previste visite, laboratori, iniziative didattiche e appuntamenti con i produttori dei Presìdi e dei Mercati della Terra. Anche i cuochi dell’Alleanza Slow Food parteciperanno proponendo nei propri menù prodotti provenienti dalle aree montane. L’iniziativa è sostenuta dal Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano.

Parallelamente partirà la Scuola di Terre Alte, progetto rivolto alle nuove generazioni e realizzato da Slow Food Italia con il contributo del Fondo Carta Etica di UniCredit. Le aziende agricole tra Alpi e Appennini diventeranno luoghi di formazione per trasmettere competenze legate ai mestieri della montagna. Una parte del progetto sarà dedicata anche agli studenti tra i 13 e i 19 anni delle scuole secondarie di Lombardia e Basilicata.

Il tema del ricambio generazionale è particolarmente delicato: secondo i dati presentati da Slow Food, in vent’anni le aziende agricole di montagna si sono dimezzate e oltre la metà di quelle rimaste è guidata da persone con più di 60 anni. Allo stesso tempo emergono segnali in controtendenza, con giovani e nuove imprese che tornano a guardare alle aree interne come luoghi nei quali costruire il proprio futuro.

La sfida lanciata da Terra Madre è dunque quella di superare l’idea della montagna come territorio marginale: le Terre Alte possono tornare a essere luoghi di lavoro, innovazione e comunità, capaci al tempo stesso di custodire biodiversità, tradizioni e paesaggio.

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