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Terremoto devastante nelle Filippine, magnitudo 7,8 al largo di Mindanao

Scossa devastante all’alba. Mindanao travolta da un terremoto di magnitudo 7,8

di Gianluca Pascutti -


Un terremoto di magnitudo 7,8 ha colpito il sud delle Filippine, con epicentro in mare al largo di Mindanao. La scossa ha trasformato una mattina normale in un’emergenza improvvisa. La terra ha tremato alle 07:37 ora locale e milioni di persone hanno avvertito un movimento violento e prolungato. Dopo il sisma principale si sono registrate numerose repliche. L’evento, tra i più forti degli ultimi anni nel Paese, ha riacceso i timori sulla fragilità dell’area. Le Filippine si trovano lungo l’Anello di Fuoco del Pacifico, una zona ad altissima attività sismica.

Epicentro in mare e allerta tsunami nel Pacifico

Il sisma ha avuto epicentro in mare, a una profondità intermedia, davanti alla costa meridionale di Mindanao. La localizzazione in mare aperto ha spinto le autorità a diramare subito un’allerta tsunami per le regioni costiere delle Filippine meridionali e per diversi Paesi del Pacifico occidentale. Le prime rilevazioni hanno registrato onde di altezza contenuta, nell’ordine di uno–due metri, ma sufficienti a spingere le popolazioni costiere a lasciare le abitazioni e a cercare rifugio in aree più elevate. Nel corso delle ore successive, l’allerta è stata progressivamente ridimensionata, pur mantenendo un livello di attenzione elevato lungo le coste esposte.

Mindanao e le città più colpite

Le conseguenze più gravi si sono registrate nelle province meridionali di Mindanao, dove il terremoto ha provocato crolli, lesioni strutturali e blackout diffusi. Nella zona di General Santos e nelle città portuali vicine si segnalano edifici danneggiati, infrastrutture compromesse e interruzioni delle comunicazioni. Il bilancio delle vittime è in aggiornamento, ma si contano già morti e numerosi feriti, con ospedali messi sotto pressione dall’arrivo continuo di persone colpite da crolli, cadute di oggetti e incidenti legati al panico. Squadre di soccorso, esercito e volontari stanno lavorando per estrarre eventuali dispersi dalle macerie e mettere in sicurezza le strutture a rischio.

La risposta delle autorità e la gestione dell’emergenza

Il governo filippino ha attivato subito i protocolli di emergenza, ordinando l’evacuazione delle aree costiere più esposte e la sospensione delle attività scolastiche e amministrative nelle zone colpite. Sono stati istituiti centri di accoglienza per gli sfollati, mentre tecnici e ingegneri stanno effettuando verifiche sugli edifici pubblici, sui ponti e sulle principali infrastrutture. La priorità è garantire acqua potabile, energia elettrica e assistenza sanitaria, evitando che la crisi sismica si trasformi in un’emergenza umanitaria prolungata.


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