Cultura & Spettacolo

The Crown 6, singhiozzi a singhiozzi. Mah…

di Nicola Santini -


Gli ingredienti per fare di questa stagione di The Crown (che si sa già profumare di ultimo atto) ci sarebbero stati tutti. Peccato che i veleni spesi nelle prime, quando ormai la storia mandava in prescrizione qualsiasi rischio, siano stati edulcorati dal regalmente corretto con una misura da freno a mano proprio quando, si sa, proprio in auto ci sono scappati i morti. Le prime puntate di The Crown 6 sono state caricate su Netflix e la prima impressione è già “abbiamo visto di peggio, si poteva fare di meglio”.

Le vicende della famiglia reale inglese raccontate in modo più o meno romanzato da Peter Morgan – hanno documentato il regno della regina Elisabetta II come nessuno aveva mai osato prima. Dalla morte prematura del padre, re Giorgio VI, che ne ha scritto la sorte, vedendola, poco più che adolescente, sposina di fresco, mettere in testa quella corona che non è solo sintomatica del titolo nobiliare più alto del regno più potente del creato, ma anche il titolo della serie.

Una corona che pesa sulla testa della Regina durante i suoi 70 anni di regno per mantenere la percezione di magnificenza e la popolarità della monarchia britannica in un mondo che sta cambiando e che è cambiato. Il tutto con la ferma volontà di mantenere per se stessa e per le corone a venire, lo stesso prestigio, lo stesso potere lo stesso ruolo.

Le 5 stagioni che ci hanno portato ad oggi hanno esplorato di tutto. Dalle tensioni tra la giovane Elisabetta e il libertino principe Filippo nei primi anni del loro matrimonio, agli alti e bassi della tumultuosa vita sentimentale della principessa Margaret. Fino alla storia d’amore tra il principe Carlo e Lady Diana, la temuta opinione pubblica, e ovviamente all’implosione del loro matrimonio coperta da qualsiasi testata giornalistica e non del globo.

E arrivati alla fine della quinta stagione con l’’acquolina in bocca abbiamo digerito il riavvicinamento pubblico di Carlo e Camilla. E la letale intervista di Diana alla trasmissione della Bbc, Panorama, al giornalista Martin Bashir. La fine della sua storia con il cardiochirurgo Hasnat Khan con i relativi sputtanamenti e l’arrivo nella sua vita della famiglia Al Fayed, capitolo finale. Ho trovato cretina la divisione in due momenti della serie. Fino a dicembre, infatti, non vedremo la seconda tranche di puntate.

Sighiozzi che a Sky avremmo perdonato, a Neflix no. Questi primi episodi raccontano l’estate del 1997, poco dopo il divorzio di Carlo e Diana. Sono i mesi nei quali lei è alla ricerca di un posto al sole. Icontra Tony Blair. Ma alla regina non va giù di dare alla principessa mansioni ufficiali. Carlo, che intanto vuole accreditare la futura regina, va a Balmoral e sta buono e zitto. Diana è invitata da Dodi al-Fayed coi figli sul yacht di famiglia. Per la principessa del popolo è l’unica estate felice. Perché Diana morirà pochi giorni dopo. Portandosi nella tomba via tutto il glamour di una famiglia che non l’ha amata come voleva. E come volevamo.


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