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Attualità

Trump fa fuori Lori: “The Apprentice” alla Casa Bianca

Il presidente licenzia pure la Segretaria al Lavoro

di Angelo Vitale -


Trump fa fuori la terza donna: “The Apprentice” alla Casa Bianca, salta la testa di Lori Chavez-DeRemer.

Non è una serie TV, è il secondo mandato di Donald Trump. Con un annuncio che sa di epurazione, la Casa Bianca ha confermato che la Segretaria al Lavoro, Lori Chavez-DeRemer, è ufficialmente fuori dall’amministrazione.

Fuori Lori

Lori è la terza esponente donna del Gabinetto Trump a cadere in meno di due mesi, seguendo la scia dell’ex Procuratrice Generale Pam Bondi (licenziata il 2 aprile) e della Segretaria alla Sicurezza Nazionale Kristi Noem.

Scandali e “Private Sector”: il copione dell’uscita

Ufficialmente, la versione è la solita: “si sposterà nel settore privato”. Ma dietro le quinte di Washington si consuma un dramma fatto di dossier e indagini interne.

Chavez-DeRemer era finita sotto la lente dell’ispettore generale per accuse pesantissime: dall’uso di risorse governative per viaggi personali a una presunta relazione con un membro della sua scorta.

Non solo: il marito della ormai ex ministra era stato bandito dal quartier generale del Dipartimento del Lavoro dopo denunce di molestie verso alcune dipendenti.

Chi sarà il prossimo? Rumors e “sopravvissuti”

Mentre Keith Sonderling assume il ruolo di Segretario facente funzioni, i corridoi della Casa Bianca tremano. I rumors indicano che la scure di Trump non si fermerà qui.

Il prossimo nome sulla lista nera potrebbe essere quello di Kash Patel, Direttore dell’Fbi, finito nel mirino della stampa (e dei senatori democratici) per presunti problemi di “eccessivo consumo di alcol e assenze ingiustificate”.

Anche la Direttrice dell’Intelligence Nazionale, Tulsi Gabbard, sembra avere la sedia che scotta: Trump avrebbe già consultato i suoi consiglieri per un’eventuale sostituzione.

Lo stallo del potere: pulizia o implosione?

L’interrogativo che rimbalza a Washington è brutale. Trump sta facendo “pulizia” per circondarsi solo di fedelissimi d’acciaio o la sua amministrazione sta implodendo sotto il peso di nomine troppo azzardate?

Se da un lato il turnover accelera la capacità decisionale del presidente, dall’altro la continua fuga di cervelli (e volti) rischia di paralizzare i dipartimenti chiave proprio mentre gli Usa sono impegnati su fronti caldissimi come la crisi in Iran e la guerra dei dazi.

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