Trump rimuove Kristi Noem: troppe polemiche al Dhs
Il Presidente Trump ha annunciato la rimozione di Kristi Noem tramite i social media, nominando al suo posto il senatore dell’Oklahoma Markwayne Mullin, con effetto dal 31 marzo 2026.
Mullin, ex combattente imbattuto di arti marziali miste, ha lavorato alla Camera per un decennio prima di ottenere un’elezione speciale al Senato nel 2023.
Nel post su Truth Social il Presidente americano ha detto che il Segretario alla Sicurezza ha servito bene il suo Paese, ottenendo numerosi e spettacolari risultati e che assumerà il ruolo di inviata speciale per lo “Scudo delle Americhe”. Si tratta di un nuovo programma di sicurezza contro il narcotraffico nell’emisfero occidentale che sarà annunciato ufficialmente sabato a Doral, in Florida.
Il trasferimento di Noem appare il passaggio da un incarico ad un altro ma di fatto risulta una rimozione forzata mascherata.
Secondo voci di corridoio Tom Homan, chiamato lo “Zar delle Frontiere” e figura rilevante dell’amministrazione Trump, ha fatto pressione sul Presidente affinché la Segretaria alla Sicurezza Interna fosse rimossa.
Due persone informate sui fatti e rimaste anonime hanno riferito che Trump nel pomeriggio del giorno dell’annuncio ha parlato con Noem del cambio di posizione professionale.
La decisione è stata presa dal Tycoon principalmente sulla base di una campagna pubblicitaria da 220 milioni di dollari in cui la Segretaria uscente appariva come voce protagonista. La pubblicità invitava chiunque si trovasse illegalmente negli Stati Uniti a lasciare il Paese volontariamente in modo da poter tornare in seguito per vie legali.
Secondo AdImpact, piattaforma leader di intelligence pubblicitaria, il Dipartimento della Sicurezza Interna ha speso quasi 80 milioni di dollari per trasmettere questi spot dall’inizio del 2025, senza contare i costi ulteriori previsti per la produzione. Noem ha testimoniato di aver discusso con il Presidente della campagna commerciale, il quale aveva approvato il piano di comunicazione multimilionaria. Cosa che la Casa Bianca ha smentito categoricamente.
Il segretario alla Sicurezza è stato duramente incalzato sia dai Democratici che dai Repubblicani durante le audizioni alla Commissione Giustizia del Senato e della Camera. Ha dovuto rispondere a domande formulate dai legislatori del Campidoglio riguardo alla morte di due cittadini americani, Renee Good e Alex Pretti, uccisi da agenti federali a Minneapolis e agli arresti di massa, da parte dell’amministrazione, di immigrati senza precedenti penali o condanne.
Noem ha rifiutato di scusarsi per aver definito Good e Pretti “terroristi interni”, anche se ha ammesso che le indagini sui due cittadini sono ancora in corso. Altro argomento scottante. Il Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) ha chiesto l’approvazione per l’acquisto di un Boeing 737 Max 8 per un valore di 70 milioni di dollari. L’aereo è stato descritto dai media come un vero e proprio “palazzo”, dotato addirittura di letto matrimoniale queen-size.
Il DHS ha ufficialmente dichiarato che il jet avrebbe effettuato voli sia per il trasferimento di immigrati sia per trasportare i vertici del dipartimento per viaggi istituzionali. L’uso di questo velivolo, secondo l’Ufficio, sarebbe costato il 40% in meno rispetto ai voli militari.
Durante l’audizione Kristi Noem ha cercato di minimizzare l’accaduto, sostenendo che le foto del mezzo non sono corrispondenti alla realtà perché l’aereo non è così lussuoso. Oltre a ciò i rapporti tra DHS e Guardia Costiera sono tesi ormai da troppo tempo per non intervenire.
La Segretaria alla Sicurezza Interna è stata interrogata in modo estremamente diretto anche sul suo rapporto con il consigliere speciale Corey Lewandowski. La deputata democratica Sydney Kamlager-Dove, ha chiesto senza giri di parole: “Segretaria Noem, in qualsiasi momento durante il suo mandato come direttrice del Dipartimento della Sicurezza Interna, ha avuto relazioni sessuali con Corey Lewandowski?
Noem non ha risposto con un “no” secco anche se sotto giuramento. Ha invece reagito con rabbia, definendo la domanda “spazzatura da tabloid”.
Ha poi giustificato la presenza di Lewandowski commentando che ci sono migliaia di figure simili nel governo federale. C’è da dire, però, che il segretario speciale è stato coinvolto nell’approvazione di tutti i contratti superiori a 100.000 dollari oltre che nelle decisioni più importanti.
In un comunicato ufficiale Noem ha dichiarato: “È stato l’onore di una vita servire nel Gabinetto di Trump come Segretaria alla Sicurezza Interna. Abbiamo fatto passi da gigante nel rendere l’America di nuovo sicura”. Ha quindi rilanciato l’agenda di lavoro del Tycoon ed evitato uno scontro diretto con il Presidente americano.
Nonostante abbia manifestato apertamente di essere impaziente di intraprendere il suo nuovo cammino lavorativo, Noem è apparsa nervosa e amareggiata e le polemiche che lascia aperte non cesseranno a breve, neanche con il cambio di scrivania.
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