Una famiglia di Campioni
La Basilicata è uno scrigno di storie di inaudita umanità, talvolta di prodigiose eccezioni. Il suo eccentrico navigare fra due distretti metropolitani (Napoli e Bari) che hanno fecondato intere generazioni le conferisce un misterioso allume di originalità che ne tutela sostanza e valore. Sicché non è rara la scoperta di storie che paiono sortire dalle profondità della terra, autentiche stelle filanti nella ordinarietà della vita comune. Un esempio fra i tanti?
È quello che si coglie scorrendo il prezioso ritratto, scritto a due mani, di una “famiglia di campioni”, scolpito, in ottima compagnia, da un avatar della letteratura di successo, quella finora praticata fra lunare e fantascientifica. Un avatar disceso per improvvisa illuminazione sulle terre per raccontare il miracolo di una famiglia di Sant’Arcangelo nel “cuore inglese” verde e petrolifero della regione.
Si parla di una famiglia di campioni oggi di fama internazionale nella disciplina del Karate. Un padre Vincenzo D’Onofrio, un geniaccio rigoroso e teneramente complice in una difficile impresa educativa. Soprattutto in una disciplina che interiorizza, come accade soprattutto nelle arti marziali, grandi riserve di autodisciplina, di risorse morali, di motivazioni competitive. Una colossale sfida interiore e disciplinare che probabilmente ha trovato proprio in una comunità sobria e severa le ragioni di successi clamorosi conseguiti in Italia e all’estero.
Gli eroi della impresa si chiamano Francesco, Terryana e Orsola cui fanno corona, con vocazioni diverse ma anch’esse vincenti, Giusy e Karol. Sullo sfondo una madre protettiva e comprensiva dal fascino alato.
Una famiglia “globale” di destini fra loro comunicanti nata “in palestra” ma cresciuta nel rigore di una filosofia edificante, costitutiva e affine ai costumi di una comunità strutturata su valori severi e condivisi. È una bella storia di amore di passione e di pulizia morale.
Filippo Radogna e Rossella Montemurro, l’avatar e la giovane giornalista, la raccontano con vibrante ammirazione, giovandosi di significative testimonianze (il ministro Abodi, il Sindaco di Sant’Arcangelo, il presidente regionale del Coni). Finalmente un quadro inedito e promettente di un mondo “altro” che sfugge alle grandi cronache ma merita di apparire e di contaminare. Non è un Sud minore ma un Sud vincente. Un “colpo di karate” a chi lo ignora.
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