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Vaccini anti Covid in tribunale, la causa di Bayern a Pfizer e Moderna

La tecnologia m-Rna era nota ai tedeschi dagli anni '80: "Nessuna autorizzazione a usarla"

di Pietro Pertosa -


Fioccano (nuove) polemiche sui vaccini anti Covid. E, stavolta, non c’entrano i novax. Bayer ha deciso di trascinare Moderna, e Pfizer in tribunale. Perché? Semplice: l’azienda tedesca ritiene che la tecnologia mRna non sia farina del sacco degli americani. E che, anzi, avrebbero violato diversi brevetti dal momento che la scoperta sarebbe da ricondurre ai tedeschi e a loro nota fin dagli anni ’80. La polemica è servita. E non è solo una sfida “internazionale” dato che un ruolo centrale nella messa a punto dei vaccini è stato recitato a suo tempo dai tedeschi di Biontech. Che, peraltro, saranno citati anche loro in tribunale. Perché secondo il colosso chimico-farmaceutico di Bayer sarebbe stata utilizzata, senza autorizzazioni, quello che era di loro proprietà intellettuale.

I vaccini anti Covid e il nodo della tecnologia m-Rna

La tecnologia, secondo i tedeschi, risalirebbe a quando la controllata (americana) Monsanto trovò il modo di “lavorare” sull’Rna messaggero delle piante in modo da renderle più redditizie e maggiormente resistenti agli insetti. Il brevetto è stato depositato pure in America. Dicono dalla Germania, nell’anno di grazia 1989. Insomma dagli Ogm al vaccino anti Covid e ritorno. La questione, però, non è per niente banale, perché riporta l’attenzione sui temi dei brevetti. Che, economicamente, hanno un valore fondamentale per l’industria farmaceutica. Ed è stato proprio su questa vicenda che s’è consumato un allontanamento tra l’Ue e il comparto.

Il tema dei brevetti

Perché le modifiche ai tempi di copertura e tutela per le scoperte della ricerca rischiano di assestare un colpo preciso, e devastante, al settore. Proprio in un momento storico in cui, con le supply chain “occupate” dai cinesi e con le sirene americane che tentando di portarsi a casa le major farmaceutiche, l’Europa si ritrova precisamente a un bivio tra il conservare (e potenziare) un’eccellenza riconosciuta a livello globale e rischiare di perdere un altro settore, in maniera rovinosa, come già accaduto per l’automotive. La causa intentata da Bayer contro le major dei vaccini servirà a fare, ulteriormente, chiarezza attorno alle normative (e soprattutto alla giurisprudenza) a sostegno dell’ambito dei brevetti e della proprietà intellettuale.


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