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Esteri

Zelensky: “Italia nel mirino della guerra ibrida russa”

L'intervista del presidente ucraino al Corsera: "Meloni? Ottimo rapporto, spero resti a lungo"

di Cristiana Flaminio -


Secondo Volodymyr Zelensky, anche l’Italia è “nel mirino della guerra ibrida” scatenata “dalla Russia”. Il presidente ucraino ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera. In cui denuncia gli attacchi che arriverebbero al nostro Paese, e al suo governo, per il tramite delle azioni “su vasta scala” coordinate dal Cremlino. Non c’è solo Roma, però, tra gli obiettivi dello scontro. Ma tutta l’Europa. E Zelensky ribadisce la vicinanza di Kiev all’Italia e sostiene che il rapporto tra i due Paesi sia molto più intenso e reciprocamente utile di quanto sembrerebbe.

Zelensky e l’Italia “nel mirino della guerra ibrida”

Zelensky lo dice con chiarezza: “La Russia conduce da tempo una guerra ibrida contro l’Europa, anche contro Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania”. Uno scontro, sostiene il presidente ucraino, che “passa attraverso televisioni, mezzi di informazione, internet e social network”. È il grande tema delle campagne di fake news. “I cittadini – ha spiegato il presidente ucraino – hanno diritto di essere soddisfatti o no dei propri governi”. Ma, ha aggiunto “non devono essere manipolati da campagne russe”. Lo dice chiaramente: “Come vivere e chi eleggere devono deciderlo italiani, francesi, ucraini, spagnoli: non i russi”.

Il rapporto tra Italia e Ucraina

Dopo aver denunciato la guerra ibrida russa (anche) contro l’Italia, Zelensky ha spiegato il rapporto tra i due Paesi. “Ho un ottimo rapporto con Giorgia e la rispetto molto. Le auguro di continuare a essere una guida stabile per l’Italia”. E dunque. “Il nostro non è un rapporto in cui l’Italia aiuta e l’Ucraina non dà nulla in cambio”. Ciò perché, dice Zelensky, “condividiamo l’esperienza sulle armi: quali funzionano, quali no. Abbiamo collaborazioni produttive nei due Paesi e un ottimo rapporto con Leonardo”. Per il capo di Kiev “questo scambio fa crescere anche la tecnologia italiana. Negli stabilimenti in Italia lavorano italiani: sono posti di lavoro, non soltanto aiuti all’Ucraina. Dobbiamo proseguire così, anche per costruire la difesa aerea europea”.

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