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Torino

Quattro nuovi artisti internazionali per Luci d’Artista a Torino

di Redazione -


Prenderà il via venerdì 23 ottobre, alle 18.15, la ventinovesima edizione di Luci d’Artista, il progetto della Città di Torino, realizzato da Fondazione Torino Musei e curato da Antonio Grulli, che amplia e rinnova il proprio percorso con 31 installazioni,
Quest’anno si aggiungono ben quattro nuove opere firmate da grandi protagonisti della scena artistica.
La grande novità dell’anno sarà  la partecipazione del leggendario artista americano Tony Oursler che, per Luci d’Artista, ha realizzato la sua prima opera di Arta pubblica in Italia. A Lui si affiancano, con  nuove produzioni pensate appositamente per la manifestazione, Flavio Favelli, CANEMORTO e il progetto speciale di Samson Young.
Un nuovo capitolo di un progetto che, ancora una volta, porta l’arte contemporanea  tra strade e piazze e accompagna Torino nel passaggio dall’autunno all’inverno e che si extende in un luogo simbolo della città come il Politecnico e in nuove location che entrano a far parte  della geografia di Luci d’Artista, moltiplicando le occasioni in cui la luce incontra l’architettura, gli spazi pubblici e coloro che li attraversano.
Anche questa 29esima edizione prosegue nel segno di grandi nuove luci all’interno di un Format ormai consolidato e riconoscibile che ha trasformato il progetto in una vera e propria istituzione artistica.
Accanto alla valorizzazione, all’ampliamento e alla tutela, grazie ai continui restauri, della collezione principale, la sezione Costellazione si arricchisce di importanti collaborazioni con istituzioni prestigiose  come il Museo del Novecento di Milano, la Reggia di Venaria e l’Accademia Albertina, con le quali si sta iniziando a sviluppare un percorso di lavoro comune.
Con la sezione DUET quest’anno si viaggia tra Lubiana e Vienna e, per finire, Accademia della Luce, il public program di Luci d’Artista, coinvolgerà il Politecnico di Torino, permettendo a questo progetto di evolversi sempre di più e di rendere Luci d’Artista un vero e proprio laboratorio di ricerca.
Una delle grandi novità di questa edizione sarà il coinvolgimento  di uno special guest, Massimo Vitali, di fama internazionale,  invitato a realizzare un’opera che celebri la dimensione sociale e comunitaria di Luci d’Artista.
Le Luci resteranno accese dal 23 ottobre prossimo al 10 gennaio 2027. Per quasi tre mesi si accenderanno piazze, strade e luoghi simbolo  della città trasformando il paesaggio urbano attraverso il linguaggio della luce.

Il tema che percorre questa 29esima edizione di Luci d’Artista è  “Memories and Future Dreams”, le memorie e i sogni futuri della città di Torino, a cui magicamente tutti gli artisti hanno voluto attingere per raccontare storie, prendere spunti e lasciarsi ispirare.
Si viaggia con l’immaginazione guardando al presente e al futuro di una città in grado di essere all’avanguardia nel suo percorso di ricerca tecnologica e progresso come nel caso dell’installazione Star* ( life)di Tony Oursler, ma al contempo si ripercorrono le ferite della storia con l’opera “Poetiche del confine” di Flavio Favelli e si celebra la memoria gloriosa del tessuto industriale della città e la sua tradizione magica come nel caso della luce mobile  ‘The Radiant Van’ del trio CANEMORTO. Con queste opere dialogherà la proiezione di Samson Young, che esplora la memoria architettonica di Hong Kong  e la sua gloriosa tradizione nel cinema di arti marziali.
Tra le nuove installazioni luminose, la più importante novità è  rappresentata dal progetto realizzato con il Politecnico di Torino; sulla facciata di corso  Duca degli Abruzzi 24 è presentata un’opera dell’artista americano Tony Oursel, nato a New York nel 1957, la prima opera pubblica permanente in Italia di uno degli artisti che hanno rivoluzionato l’uso della proiezione e della luce nello spazio pubblico e architettonico.

L’artista Flavio Favelli (Firenze 1967) ha, invece, realizzato un’opera riutilizzando materiali di recupero, da lui raccolti negli anni, insieme  a ringhiere irrimediabilmente danneggiate e salvate da Vittorio Viale, allora direttore dei Musei Civici della Città, dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale  e oggi custodite nella collezione di Palazzo Madama.
L’opera intreccia memoria e materia, passato e presente, dando vita a nuovi oggetti che portano ancora i segni della storia e riportano alla luce il corpo ferito della città.  Il riutilizzo  di cancelli, inferriate e ringhiere in ferro battuto, diventa per Favelli anche una riflessione sul confine, che da elemento di separazione  si trasforma in materia e forma. La collocazione ai Musei Reali di Torino, in Piazzetta Reale, sottolinea il carattere dell’opera come monumento appartenente alla collettività  torinese, mettendo in relazione il decoro e la bellezza dei ferri con l’eleganza composta della città. 
Si tratta della prima opera di Luci d’Artista realizzata interamente con materiali di recupero e riutilizzati.

Approda in città anche ‘The Radiant Van’ di CANEMORTO,  un omaggio ironico ai due grandi  miti di Torino, la produzione automobilistica e l’esoterismo.
Il furgone-lanterna magica ‘The Radiant Van’ comprende 18 simboli portafortuna presi a prestito da ogni angolo del globo, incisi sulle fiancate del Van e illuminati dall’interno, capaci di trasformare il mezzo  in un grande generatore mobile di energie  positive. Il progetto è partito da Lubiana, quando ‘The Radiant Van’ ha trasportato le opere  per la mostra ‘The Painting Race’ del trio CANEMORTO alla Match Gallery. Il Van ha proseguito il suo viaggio fino a Venezia  per la settimana inaugurale della Biennale 2026 e nuovamente a Lubiana, dove è stato presentato nell’ambito del Lighting Guerrilla Festival.
Dal 30 ottobre al 1⁰ novembre  ‘The Radiant Van’ sarà  esposto ad Artissima all’ingresso dell’Oval , per poi ritornare successivamente in piazzale Valdo Fusi. Le tappe successive saranno piazza Albarello dal 30 novembre al 20 dicembre e piazza Vittorio Veneto dal 21 dicembre al 10 gennaio 2027.

È  anche presente un progetto speciale realizzato grazie al sostegno delle OGR Torino, hub della Fondazione CRT. Si tratta dell’opera ‘Inversions’  di Samson Young, alle OGR di Torino in corso Castelfidardo 22.
In quest’opera Samson Young pone in dialogo  due elementi profondamente  legati alla storia culturale  di Hong Kong, la Kam Tin Tree House, un edificio storico  progressivamente  avvolto dalle radici aeree di un banyan cinese ( Ficus microcarpa) e le immagini del combattimento finale  di Drunken  Master di Fung Ku, uno dei primi classici del cinema di arti marziali.
Le riprese della Tree House e quelle del film si sovrappongono all’interno dell’opera e vengono sottoposte a un processo iterativo di modificazione e ridipintura algorotmica, accompagnato dalle percussioni di David Cossin. I diversi tratti visivi e sonori si fondono in una nuova narrazione, che riflette sulle continue trasformazioni del paesaggio di Hong Kong  e sull’incontro tra natura, cinema, tecnologia e architettura. Come le radici aeree del banyan, Inversions si sviluppa attraverso molteplici livelli di significato, mettendo in relazione memorie e immagini del passato con un territorio in rapida evoluzione.

Una delle novità di questa edizione è poi rappresentata dal progetto speciale di Massimo Vitali, il grande fotografo internazionale chiamato a  creare una nuova opera capace di celebrare la dimensione sociale e comunitaria di Luci d’Artista, in vista del suo trentesimo anniversario. A gennaio, per la chiusura dell’edizione, sarà  organizzato un evento pubblico durante il quale il Maestro realizzerà, con protagonista una delle Luci storiche, uno dei suoi celebri scatti in cui ritrae importanti momenti di aggregazione.
Il coinvolgimento di Vitali ribadisce il legame di Luci d’Artista con il mondo della fotografia, attraverso la luce.
Negli anni, per moltissimi fotografi e foto-amatori le opere d’arte accese nella notte hanno rappresentato un soggetto eccezionale e una sfida.

Mara Martellotta

ilTorinese.it


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