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Il caso di Ivana Mercurio: una tragedia che risale al 1992

di Priscilla Rucco -


La notte tra il 7 e l’8 marzo 1992, Ivana Mercurio, appena tredicenne, si gettò dall’ottavo piano della sua abitazione nel quartiere popolare dello Sperone, a Palermo. Una morte che scosse il Paese e che per anni ha alimentato interrogativi e polemiche sul reale movente di quel gesto estremo.

Le accuse contro il padre

Secondo l’accusa, Ivana sarebbe stata indotta al suicidio dal padre, Michele Mercurio, che la picchiava abitualmente. Quella sera, l’avrebbe inseguita armato di un coltello, uno di quelli lunghi utilizzati per tagliare l’anguria. Il pubblico ministero aveva chiesto per lui una condanna a 18 anni di reclusione, configurando il reato come istigazione al suicidio aggravata da maltrattamenti familiari.

La ricostruzione dei fratelli

Il racconto di due fratelli della vittima, Massimiliano prima e Fabio poi, ha ricostruito quella tragica notte e ha portato, nel 2002, alla riapertura delle indagini. Tuttavia, già nel 1997 la sorella di Ivana aveva confidato a scuola una verità agghiacciante: “Ivana è volata giù perché stava scappando da papà”. Gli insegnanti segnalarono immediatamente la situazione ai magistrati, ma l’inchiesta venne archiviata. I familiari, intimoriti, negarono di aver subito violenze, contribuendo così all’insabbiamento del caso.

Ivana Mercurio: le testimonianze sul caso

Massimiliano, durante le udienze, raccontò dettagli raccapriccianti: “Ivana veniva picchiata spesso, ma non veniva mai portata in ospedale, anche quando aveva ferite evidenti. Quella sera, dopo l’ennesima lite, mio padre prese un coltello lungo, di quelli che si usano per tagliare l’anguria, e la inseguì. Ivana scappò verso la veranda, aprì la porta e si buttò nel vuoto dal nono piano”.

La sentenza della Corte d’Assise

Nonostante le testimonianze e le prove raccolte, la Corte d’Assise ha stabilito che Michele Mercurio non può essere punito per i maltrattamenti che, secondo l’accusa, spinsero Ivana a togliersi la vita nel 1992. La decisione è arrivata accogliendo la tesi degli avvocati difensori, Giovanni Di Benedetto e Ida Giganti, che hanno dimostrato come il reato sia ormai prescritto. Il termine di prescrizione, infatti, è scaduto nel 2007, quindici anni dopo i fatti.

Un caso nell’ombra

La vicenda di Ivana Mercurio rimane un caso emblematico di come le maglie della giustizia, pur strette, possano lasciare passare drammi familiari di estrema gravità. La prescrizione ha impedito che si facesse piena luce su una morte che, secondo molti, poteva essere evitata se le prime segnalazioni fossero state prese sul serio. Una famiglia distrutta, una bambina che non c’è più e una comunità che ancora si interroga su cosa sia davvero accaduto quella notte del marzo 1992 nel quartiere Sperone.


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